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Sentenza

Sentenza n. 488/2026 - Palermo, Sezione 4

per l'annullamento del decreto prefettizio n. -OMISSIS- con cui è stata respinta l’istanza intesa ad ottenere il rilascio del decreto di approvazione a guardia giurata.

Giustizia amministrativa202400586

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio di diniego dell'approvazione della nomina a guardia particolare giurata e della licenza di porto d'armi a tassa ridotta

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente licenza di polizia)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego prefettizio deducendo violazione e falsa applicazione degli artt. 11, 43 e 138 T.U.L.P.S., errore sui presupposti, carenza istruttoria e violazione dell'art. 3 l. n. 241/1990 per difetto di motivazione. L'amministrazione aveva fondato il diniego sulle informazioni relative a condanne, procedimenti e arresti riguardanti il padre e alcuni zii, non conviventi e in parte appartenenti alla famiglia acquisita. Secondo il ricorrente, il provvedimento non aveva valutato autonomamente la sua personalità, l'assenza di precedenti a suo carico, l'effettiva frequentazione dei parenti e la concreta prognosi di abuso delle armi; inoltre, avrebbe riprodotto le ragioni già esposte nel preavviso di rigetto senza confrontarsi adeguatamente con la memoria procedimentale. Il ricorrente ha sottolineato che i fatti erano riferiti a soggetti esterni al proprio nucleo familiare, composto da moglie e figlia, e in parte risalenti nel tempo.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il decreto prefettizio, con salvezza della riedizione del potere amministrativo. Il giudice ha chiarito che il requisito dell'“ottima condotta politica e morale” previsto dall'art. 138, comma 1, n. 5, T.U.L.P.S., deve essere inteso come requisito di buona condotta riferito all'attuale attitudine e affidabilità dell'aspirante. La relativa valutazione è espressione di discrezionalità amministrativa, ma deve essere sorretta da istruttoria adeguata, coerenza logica e motivazione specifica sulle circostanze concrete dalle quali desumere la pericolosità o la capacità di abuso delle armi. Nel caso esaminato, la Prefettura aveva attribuito rilievo decisivo al solo vincolo parentale con persone gravate da precedenti, senza accertare l'effettiva frequentazione, la rilevanza attuale dei fatti, la loro gravità e attinenza all'uso delle armi, né la concreta incidenza sulla condotta del richiedente. La mera parentela con soggetti pregiudicati non equivale alla libera frequentazione di persone pregiudicate e non costituisce, da sola, indice sufficiente di inaffidabilità. Il provvedimento è stato quindi ritenuto affetto da travisamento dei fatti, lacunosità istruttoria e carenza motivazionale. Il TAR ha evidenziato inoltre che, incidendo il diniego sulla possibilità di svolgere un'attività lavorativa, l'amministrazione era tenuta a un onere istruttorio e motivazionale rafforzato. L'amministrazione è stata condannata alle spese, liquidate in euro 2.000 oltre accessori e rimborso del contributo unificato; il ricorrente è stato ammesso definitivamente al gratuito patrocinio.

Norme richiamate

  • art. 138, comma 1, n. 5, R.D. n. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

    ottima condotta politica e morale

    Il requisito è inteso come buona condotta e deve essere valutato in relazione all'attuale attitudine e affidabilità dell'aspirante allo svolgimento delle funzioni di guardia particolare giurata.

  • art. 11 R.D. n. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

    Rileva tra le regole generali applicabili alle autorizzazioni di polizia, in aggiunta al requisito specifico previsto dall'art. 138 T.U.L.P.S.

  • art. 39 R.D. n. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

    È richiamato quale disposizione generale in materia di autorizzazioni di polizia applicabile insieme all'art. 138 T.U.L.P.S.

  • art. 43 R.D. n. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

    È stato invocato dal ricorrente e ricondotto dal giudice al quadro generale delle autorizzazioni di polizia, nel quale l'amministrazione deve formulare una valutazione concreta sull'affidabilità e sul rischio di abuso delle armi.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    Impone una motivazione idonea a dare conto dell'istruttoria e delle circostanze concrete poste a fondamento del giudizio negativo.

  • art. 10-bis l. n. 241/1990

    La disposizione è stata applicata mediante la comunicazione dei motivi ostativi e la possibilità per l'interessato di presentare osservazioni e documenti.

  • art. 133 d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato per disporre che le spese liquidate siano versate a favore dello Stato in relazione all'ammissione del ricorrente al gratuito patrocinio.

Massime di principio

  • Nel procedimento di approvazione della nomina a guardia particolare giurata, il requisito dell'“ottima condotta politica e morale” previsto dall'art. 138, comma 1, n. 5, T.U.L.P.S. deve essere valutato come requisito di buona condotta attuale e di concreta affidabilità dell'aspirante nell'esercizio delle funzioni e nell'uso delle armi.
  • Il diniego dell'approvazione della nomina a guardia particolare giurata richiede un'istruttoria adeguata e una motivazione specifica sulle circostanze concrete dalle quali desumere la pericolosità o la capacità di abuso delle armi; non è sufficiente il richiamo generico a informazioni di polizia o a precedenti riferiti a terzi.
  • La mera parentela con persone condannate o sottoposte a procedimenti penali non è, di per sé, equiparabile alla libera frequentazione di soggetti pregiudicati e non costituisce automaticamente indice di cattiva condotta o di inaffidabilità del richiedente.
  • Quando il diniego di un titolo di polizia impedisce lo svolgimento dell'attività lavorativa per la quale il titolo è richiesto, l'amministrazione deve svolgere un'istruttoria e fornire una motivazione più rigorose, ponderando concretamente l'incidenza della misura sulla capacità lavorativa e sul diritto al lavoro.
  • L'annullamento giurisdizionale del diniego per carenza istruttoria e motivazionale non determina il rilascio automatico del titolo, ma comporta la riedizione del potere amministrativo nel rispetto dei principi enunciati dal giudice.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaLicenze e autorizzazioni di poliziaPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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