Sentenza n. 3056/2026 - Napoli, Sezione 9
per l'annullamento del provvedimento di revoca notificato in data 20.302026 della Concessione per la Rivendita Generi di Monopolio n. 9 in Monte di Procida – Corso Garibaldi 209, della quale è titolare la Sig.ra Bignone Wanda (C.F. BGNWND88A66F839M), nata a Napoli il 26/01/1988; nonché di ogni altro atto comunque presupposto, connesso o consequenziale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di revoca e decadenza dalla concessione per la rivendita di generi di monopolio, adottato dopo la revoca della distinta concessione di ricevitoria del gioco del lotto
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione concedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente, titolare sia della concessione per la rivendita di generi di monopolio sia di una concessione per la ricevitoria del lotto, ha impugnato il provvedimento con cui l'Amministrazione ha disposto la revoca o decadenza della concessione di rivendita in conseguenza della precedente revoca della concessione relativa alla ricevitoria del lotto. Ha dedotto: violazione dell'art. 34 della legge n. 1293/1957, sostenendo che tale disposizione non prevede la revoca automatica della rivendita per effetto della revoca della ricevitoria del lotto; eccesso di potere per carenza di istruttoria; violazione dell'art. 7 della legge n. 241/1990, poiché l'Amministrazione non avrebbe esaminato le osservazioni presentate nel procedimento, fondate sull'assenza di automatismo e sulla necessità di una valutazione discrezionale motivata. L'Amministrazione ha sostenuto che la decadenza dalla concessione di rivendita è automatica e vincolata al verificarsi dell'ipotesi prevista dall'art. 6, n. 9, della legge n. 1293/1957, consistente nella decadenza da altra concessione dello Stato, indipendentemente dalla causa della precedente decadenza.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la decadenza dalla titolarità della rivendita ordinaria di generi di monopolio, prevista dagli artt. 6, 13 e 18 della legge n. 1293/1957, costituisca un atto dovuto e consequenziale quando il concessionario sia stato dichiarato decaduto da altra concessione statale, nella quale rientra la concessione per la ricevitoria del gioco del lotto. La precedente revoca della concessione della ricevitoria determina il venir meno del rapporto fiduciario con l'Amministrazione e integra la condizione soggettiva prevista dalla legge per la caducazione dell'altra concessione. Il potere amministrativo è quindi vincolato e riguarda il solo accertamento dell'esistenza del presupposto, senza necessità di una nuova ponderazione discrezionale degli interessi. La prima censura è stata ritenuta infondata anche perché la revoca della concessione della ricevitoria del lotto non risultava impugnata; per la stessa ragione è stata respinta la censura di carenza di istruttoria. È stata respinta anche la doglianza relativa all'art. 7 della legge n. 241/1990, poiché l'Amministrazione non era tenuta a svolgere una valutazione discrezionale inesistente; inoltre, trattandosi di potere vincolato, sarebbe comunque applicabile l'art. 21-octies, comma 2, della legge n. 241/1990. La ricorrente è stata condannata alle spese, liquidate in euro 1.500 oltre accessori e contributo unificato, se versato.
Norme richiamate
artt. 6, 13 e 18 l. n. 1293/1957
la decadenza dalla titolarità della rivendita ordinaria dei generi di monopolio ... si pone quale atto dovuto e conseguenziale rispetto all'atto presupposto ... rappresentato ... dall'essere stata emanata la decadenza da altra concessione dello Stato
La decadenza da una rivendita ordinaria è un effetto vincolato e consequenziale della decadenza da altra concessione statale, inclusa la ricevitoria del gioco del lotto, quando venga meno la condizione soggettiva e il rapporto fiduciario con l'Amministrazione.
art. 6, n. 9, l. n. 1293/1957
Prevede, secondo la ricostruzione accolta dal giudice, l'automatica decadenza dalla concessione di gestione della rivendita al verificarsi della decadenza da altra concessione statale.
art. 34 l. n. 1293/1957
La ricorrente lo ha invocato sostenendo che non contemplasse la revoca automatica della rivendita per effetto della revoca della ricevitoria del lotto; il giudice ha ritenuto infondata la censura, valorizzando invece la disciplina degli artt. 6, 13 e 18.
art. 7 l. n. 241/1990
La violazione è stata esclusa perché l'Amministrazione esercitava un potere vincolato e non era tenuta a svolgere una nuova ponderazione discrezionale sugli argomenti della ricorrente.
art. 21-octies, comma 2, l. n. 241/1990
Il giudice ha ritenuto comunque applicabile la regola dei vizi formali non invalidanti agli atti vincolati, sicché il provvedimento non sarebbe annullabile per il dedotto difetto di esame delle osservazioni ove il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio, previo avviso alle parti.
art. 74 c.p.a.
È stato richiamato quale presupposto per la definizione semplificata della controversia.
Massime di principio
- La decadenza dalla concessione per la rivendita ordinaria di generi di monopolio costituisce atto dovuto e vincolato quando il concessionario sia stato dichiarato decaduto da altra concessione dello Stato, compresa quella relativa alla ricevitoria del gioco del lotto, se tale presupposto integra una condizione soggettiva prevista dalla legge.
- In presenza della decadenza da altra concessione statale, l'Amministrazione deve accertare l'esistenza del presupposto legale e dichiarare la decadenza della rivendita, senza effettuare una nuova ponderazione discrezionale degli interessi pubblici e privati.
- La decadenza dalla concessione del gioco del lotto comporta, secondo la disciplina applicata, il venir meno del rapporto fiduciario con l'Amministrazione e può determinare la caducazione di altri titoli concessori intestati al medesimo soggetto.
- La mancata considerazione delle osservazioni procedimentali non determina l'annullamento di un provvedimento vincolato quando, per la natura del potere esercitato e per l'accertata sussistenza del presupposto legale, il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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