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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01817/2023 del 20/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La controversia nasce da un'opposizione a decreto ingiuntivo accolta dal Giudice di Pace. La società soccombente in primo grado propose appello, notificando l'atto il 14 novembre 2009. Il Tribunale dichiarò inammissibile l'appello ritenendolo tardivo, perché, sommando al termine annuale ex art. 327 c.p.c. la sospensione feriale, il termine sarebbe scaduto il 13 novembre 2009. La società ricorrente ha impugnato tale decisione in cassazione con cinque motivi, deducendo in particolare la violazione dell'art. 327 c.p.c. e della L. n. 742/1969, sostenendo che, considerando correttamente i 46 giorni di sospensione feriale allora vigenti, il termine per impugnare scadeva il 14 novembre 2009, con conseguente tempestività dell'appello. Gli altri motivi erano diretti al merito della controversia, ma sono stati ritenuti assorbiti.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo errata la declaratoria di tardività dell'appello. Ha stabilito che, nel regime temporale applicabile, la sospensione feriale dei termini processuali era di 46 giorni e che, computandola sul termine annuale di impugnazione decorrente dalla pubblicazione della sentenza del 29 settembre 2008, il termine scadeva il 14 novembre 2009; pertanto l'appello notificato in tale data era tempestivo. Ha dichiarato assorbiti gli altri motivi, ha cassato la sentenza impugnata limitatamente al motivo accolto e ha rinviato al Tribunale di Catanzaro, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 327 c.p.c.

    Il termine lungo per impugnare deve essere calcolato tenendo conto della sospensione feriale dei termini processuali vigente ratione temporis.

  • L. n. 742/1969

    Nel periodo rilevante la sospensione feriale dei termini processuali operava dall'1 agosto al 15 settembre, per complessivi 46 giorni.

  • L. n. 69/2009

    È richiamata solo per individuare il testo anteriore dell'art. 327 c.p.c. applicabile al caso.

  • D.L. n. 132/2014

    È richiamato unitamente alla legge di conversione solo per indicare la disciplina successiva della sospensione feriale, non applicabile ratione temporis.

  • L. n. 162/2014

    È richiamata in relazione alla modifica successiva dell'art. 1 L. n. 742/1969, non applicabile al caso.

Massime di principio

  • Nel calcolo del termine lungo per proporre impugnazione occorre applicare la disciplina della sospensione feriale dei termini processuali vigente nel tempo in cui il termine matura.
  • Se la sentenza è pubblicata in un giorno da cui decorre il termine annuale per impugnare, la scadenza va determinata aggiungendo al termine base i giorni di sospensione feriale applicabili ratione temporis.
  • La tardività dell'impugnazione non può essere dichiarata quando il gravame risulti notificato nell'ultimo giorno utile calcolato secondo la disciplina vigente; in tal caso l'impugnazione è tempestiva e il giudice di merito deve esaminarla.
  • Quando il primo motivo di ricorso investe la questione pregiudiziale della tempestività dell'impugnazione, l'accoglimento di tale motivo assorbe le censure dirette al merito della decisione impugnata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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