Sentenza del 21/11/2018 n. 30056 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Dogane aveva rettificato il valore dichiarato nella bolletta doganale di importazione, ritenendolo non veritiero e determinando maggiori diritti doganali sulla base dei valori medi di transazioni relative all'ultimo bimestre. Le contribuenti avevano impugnato l'atto, sostenendo che l'Ufficio non avesse adeguatamente motivato né i dubbi sulla veridicità del prezzo dichiarato né l'inidoneità della documentazione prodotta, e che il criterio di determinazione del valore fosse generico, poiché riferito a merci eterogenee per tessuti, taglie e tipologia. L'Agenzia ha quindi impugnato la sentenza della CTR, deducendo violazione dell'art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia su una questione di inammissibilità e insufficiente motivazione ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Dogane. Ha ritenuto tempestivo il ricorso originario delle contribuenti, poiché il giudizio di primo grado era stato instaurato nel 2007 e quindi si applicava il termine lungo previgente dell'art. 327 c.p.c., non quello ridotto a sei mesi dalla legge n. 69/2009. Ha inoltre escluso la violazione dell'art. 112 c.p.c., rilevando che la CTR aveva considerato unitariamente l'avviso di rettifica e gli atti collegati. Nel merito, la motivazione della CTR è stata ritenuta sufficiente: l'Ufficio non aveva dimostrato adeguatamente i fondati dubbi sulla veridicità del valore dichiarato, né aveva spiegato perché la documentazione delle contribuenti fosse insufficiente. Inoltre, il valore era stato determinato mediante un confronto generico con merci non omogenee e non adeguatamente identificabili. L'Agenzia è stata condannata al pagamento delle spese di lite, liquidate in Euro 2.000,00 per ciascuna controricorrente, oltre spese forfettarie e accessori.
Norme richiamate
Art. 327 c.p.c.
La legge n. 69/2009, art. 46, comma 17, ha abbreviato a sei mesi il termine lungo per le impugnazioni.
La riduzione del termine a sei mesi si applica soltanto ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009. Per stabilire quale termine trovi applicazione occorre fare riferimento alla data di introduzione del giudizio di primo grado, non alla data della sentenza impugnata o dell'eventuale giudizio di appello.
Legge n. 69/2009, art. 46, comma 17 e art. 58, comma 1
La modifica del termine di cui all'art. 327 c.p.c. si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009.
La disciplina transitoria conserva il termine previgente per i processi iniziati anteriormente alla data indicata.
Art. 112 c.p.c.
Il giudice deve pronunciarsi su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa.
Non vi è omessa pronuncia quando il giudice esamina la questione attraverso una ricostruzione complessiva degli atti impugnati e adotta una decisione incompatibile con la tesi della parte, anche se non risponde analiticamente a ogni argomento.
Art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
Violazione dell'art. 112 c.p.c.
Il vizio può essere denunciato in cassazione quando il giudice ometta completamente di decidere su una domanda o eccezione rilevante; non ricorre, invece, se la questione è stata sostanzialmente esaminata.
Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
Insufficiente motivazione su un fatto decisivo e controverso per il giudizio.
La censura deve individuare specificamente il fatto decisivo trascurato o la concreta insufficienza della motivazione. Una contestazione generica non è idonea a superare una motivazione che individui più autonome ragioni decisive.
D.M. 10 marzo 2014, n. 55, art. 4, comma 4
Nell'ipotesi in cui, ferma l'identità di posizione processuale dei vari soggetti, la prestazione professionale ... non comporta l'esame di specifiche e distinte questioni di fatto e di diritto, il compenso ... è ridotto in misura non superiore al 30 per cento.
Quando più parti hanno la stessa posizione processuale, sono assistite dal medesimo difensore e richiedono l'esame delle medesime questioni, il compenso può essere ridotto rispetto a quello spettante per l'assistenza separata.
Massime di principio
- Nei giudizi iniziati prima del 4 luglio 2009, il termine lungo di impugnazione previsto dall'art. 327 c.p.c. deve essere calcolato secondo la disciplina previgente, indipendentemente dalla data della sentenza impugnata.
- In materia di rettifica del valore doganale, l'Amministrazione deve indicare e dimostrare concretamente le ragioni dei dubbi sulla veridicità del valore dichiarato e spiegare perché la documentazione fornita dall'importatore non sia idonea.
- Il valore doganale non può essere determinato mediante un confronto meramente generico con valori medi riferiti a categorie di merci eterogenee; i prodotti comparati devono essere sufficientemente omogenei e identificabili per caratteristiche rilevanti.
- Una motivazione giudiziale può essere ritenuta sufficiente quando presenta più ragioni autonome a sostegno della decisione: per contestarla efficacemente occorre censurare in modo specifico ciascuna ragione decisiva.
- La contestazione dell'omessa pronuncia è infondata se il giudice ha esaminato sostanzialmente la questione, anche attraverso la valutazione unitaria di un insieme di atti collegati.
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