Cassazione Penale, Sentenza n. 23802/2022 del 20/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del decreto che ha dichiarato inammissibile l'opposizione alla richiesta di archiviazione relativa ai reati di abuso d'ufficio, omissione di atti d'ufficio e falso ideologico connessi all'operato del curatore e del legale nella procedura fallimentare della "Immobiliare Rubino srl". Il ricorrente ha sostenuto di aver prodotto esposti e documentazione (in particolare il 3/11/2020 e il 5/3/2021) e che l'opposizione non indicava indagini suppletive soltanto perché i fatti e le richieste erano già riportati nell'esposto; ha inoltre dedotto che il GIP abbia sbagliato nel ritenere insussistente il dolo per abuso d'ufficio nonostante l'esistenza di una mail che proverebbe pressioni del curatore sul subaffittuario e ha lamentato il diniego di accesso alla documentazione da parte del giudice delegato al fallimento.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato che l'opposizione alla richiesta di archiviazione deve indicare espressamente le indagini suppletive richieste e la loro pertinenza e rilevanza rispetto al reato contestato; il giudice deve valutare tale pertinenza e rilevanza ma non compiere un giudizio prognostico sull'esito delle indagini. Nel caso di specie il GIP ha rilevato che l'opposizione contestava la valutazione del Pubblico Ministero sugli atti già compiuti anziché indicare temi investigativi ulteriori, quindi risultava priva degli specifici richiami richiesti dalla normativa e dalla giurisprudenza. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 410 cod. proc. pen.
L'opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione deve essere formulata in modo da far emergere la rilevanza e la pertinenza degli atti di indagine suppletivi richiesti rispetto al reato; il giudice valuta pertinenza e rilevanza senza effettuare un giudizio prognostico sull'esito delle indagini.
Massime di principio
- Un'opposizione alla richiesta di archiviazione deve indicare esplicitamente quali atti di indagine suppletivi si richiedono e perché sono pertinenti e rilevanti rispetto ai fatti e al reato denunciato; non è sufficiente limitarsi a contestare la valutazione del pubblico ministero sugli atti già effettuati.
- Allegare esposti e documenti è utile ma non sostituisce la necessità di specificare le indagini suppletive richieste: collegare chiaramente le prove o i documenti alle indagini concrete che si vogliono svolgere.
- Il giudice per le indagini preliminari può valutare la pertinenza e la rilevanza delle indagini richieste, ma non deve compiere un giudizio prognostico sull'esito della futura attività investigativa; tuttavia, se l'opposizione non indica nulla di nuovo o pertinente può essere dichiarata inammissibile.
- Se si invoca l'esistenza di prove determinanti (per esempio email che dimostrano pressioni o dolo), queste devono essere richiamate esplicitamente e collegate alle indagini richieste per dimostrare la loro rilevanza investigativa.
- La dichiarazione di inammissibilità può comportare condanne alle spese e, in alcuni casi, ammende; valutare preventivamente la completezza dell'opposizione per evitare sanzioni.
- Se il problema centrale è l'accesso a documentazione posta nella procedura fallimentare, considerare strumenti alternativi (istanze specifiche al giudice delegato, azione civile per ottenere documenti, segnalazioni mirate) oltre all'opposizione alla archiviazione.
Testo integrale
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