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Sentenza

Sentenza n. 3140/2026 - Milano, Sezione 2

per l’annullamento - del provvedimento di tacito rigetto dell’istanza di sanatoria del 4 novembre 2025, prot. n. 056883 presentato da Spazio Vita Soc. Coop. al S.U.E. del Comune di Milano, formatosi per decorrenza del termine di sessanta giorni ex art. 36, comma 3, del D.P.R. n. 380 del 2001; - e per la conseguente condanna ex art. 34, comma 1, lett. b, cod. proc. amm. del Comune di Milano - Ufficio S.U.E. all’adozione di provvedimento di sanatoria degli interventi edilizi, nel termine di dieci giorni o del diverso termine ritenuto di giustizia.

Giustizia amministrativa202600907

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il Comune, il 4 giugno 2026, ha rilasciato il permesso di costruire in sanatoria richiesto, facendo venir meno l’utilità concreta di una decisione sul merito del diniego tacito e della domanda di condanna. Le spese sono state compensate, considerando che la ricorrente aveva versato tardivamente il contributo di costruzione, il 13 maggio 2026.

TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego tacito dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria relativa a un padiglione realizzato presso l’Ospedale Niguarda

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente aveva realizzato un padiglione di 184 mq sulla base di un permesso di costruire rilasciato nel 2020, divenuto inefficace per la mancata comunicazione dell’inizio dei lavori entro un anno dalla notificazione del titolo. In data 4 novembre 2025 aveva quindi presentato un’istanza di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36, comma 3, del d.P.R. n. 380/2001. Decorso il termine di sessanta giorni senza un provvedimento espresso, si era formato il rigetto tacito, impugnato con richiesta di annullamento e di condanna del Comune all’adozione del provvedimento di sanatoria. Nel corso del giudizio il Comune ha rilasciato il permesso di costruire in sanatoria.

Norme richiamate

  • art. 36, comma 3, d.P.R. n. 380/2001

    termine di sessanta giorni

    Il decorso del termine senza un provvedimento espresso aveva determinato il rigetto tacito dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria; il giudizio è tuttavia divenuto improcedibile dopo il rilascio del titolo richiesto.

  • art. 34, comma 1, lett. b, c.p.a.

    La ricorrente aveva chiesto la condanna dell’amministrazione all’adozione del provvedimento di sanatoria; tale domanda è stata assorbita dalla sopravvenuta adozione del titolo.

  • art. 60 c.p.a.

    consente al giudice amministrativo, chiamato a pronunciarsi sulla domanda cautelare, di decidere la controversia con sentenza succintamente motivata

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, essendo completa l’istruttoria e il contraddittorio e non essendo necessaria ulteriore attività processuale.

Massime di principio

  • Il rilascio, nel corso del giudizio, del titolo amministrativo richiesto dal ricorrente elimina l’interesse concreto e attuale alla decisione sull’impugnazione del precedente diniego tacito e sulla domanda di condanna all’adozione del provvedimento, determinando l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse deve essere dichiarata quando l’amministrazione adotta, dopo la proposizione del ricorso, un provvedimento satisfattivo della pretesa sostanziale azionata, sicché non residua alcuna utilità concreta derivante dalla pronuncia giudiziale.
  • La compensazione delle spese può essere disposta valutando il comportamento complessivo delle parti e, in particolare, la tardività dell’adempimento di un onere economico connesso all’intervento edilizio.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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