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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20090/2025 del 29/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere. Il ricorrente contestava: 1) la sussistenza dell'aggravante prevista dall'art.416bis.1 cod.pen. (agevolazione dell'attività di un'associazione di tipo mafioso), sostenendo che non fosse riconosciuta l'esistenza del sodalizio nei procedimenti richiamati e che si trattasse solo di un'associazione per traffico di stupefacenti; 2) la sussistenza delle esigenze cautelari e l'adeguatezza della custodia carceraria, rilevando l'anzianità dei precedenti e il presunto venir meno dell'associazione per effetto del pentimento di suoi esponenti, chiedendo misure meno afflittive come gli arresti domiciliari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha rigettato. Ha ritenuto che il Tribunale di Bari abbia adeguatamente motivato la configurazione dell'aggravante di cui all'art.416bis.1 cod.pen., fondandosi su dichiarazioni di numerosi collaboratori e su atti di altri procedimenti che attestano l'esistenza e il ruolo di comando del sodalizio Raduano/Della Malva. Ha confermato l'applicazione della presunzione di cui all'art.275, comma 3, cod.proc.pen. (doppia presunzione che giustifica la custodia cautelare in carcere per i reati elencati) rilevando che la difesa non ha fornito elementi concreti idonei a superare tale presunzione o a dimostrare che misure meno afflittive sarebbero adeguate. Ha altresì condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art.416bis.1 cod. pen. (aggravante per agevolazione di associazione mafiosa)

    L'aggravante ha natura soggettiva e richiede dolo specifico: l'atto deve essere diretto consapevolmente a favorire l'associazione mafiosa. Nell'ipotesi di favoreggiamento personale di un capo, l'ausilio è rilevante se è coscientemente prestato a un vertice noto e rafforza l'organizzazione.

  • art.275, comma 3, cod. proc. pen. (presunzione cautelare)

    Quando sussistono gravi indizi per i reati elencati, opera la presunzione che giustifica la custodia cautelare in carcere, salvo che la difesa produca elementi idonei a dimostrare l'assenza delle esigenze cautelari o l'adeguatezza di misure alternative.

  • art.273 cod. proc. pen. (motivazione del provvedimento impugnato)

    Richiamato come parametro di correttezza della motivazione: la contestazione alla motivazione deve evidenziare illogicità manifesta per essere rilevante in Cassazione.

  • art.274 lett. c) cod. proc. pen. (motivi di impugnazione)

    Invocato come riferimento formale per le censure sulle esigenze cautelari; la Corte richiede specificità e elementi concreti per sovvertire la valutazione di merito.

  • art.606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen. (criteri di impugnazione in Cassazione)

    Richiama i motivi di cassazione dedotti: violazione di norme processuali e manifesta illogicità della motivazione; la Corte precisa i limiti di sindacato in Cassazione (controllo di logicità e corretto riferimento alle norme, non rivalutazione fattuale).

  • art.51, comma 3‑bis, cod. proc. pen. (riferimento normativo sulla presunzione)

    Collegato alla disciplina delle conseguenze cautelari per reati gravi, integrando il quadro normativo che giustifica la doppia presunzione cautelare.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309 (art.73 d.P.R. 309/90, normativa stupefacenti)

    Norme sul traffico di stupefacenti richiamate in relazione alle accuse di importazione di rilevanti quantitativi di hashish e marijuana; concorso con l'art.416bis.1 è stato valutato nella formazione del quadro indiziario.

Massime di principio

  • In Cassazione contro misure cautelari il controllo è limitato: si verifica la presenza di motivazione logica e giuridicamente significativa nel provvedimento impugnato, non si rifà la valutazione dei fatti; quindi le censure meramente fattuali o la diversa interpretazione delle prove sono inammissibili.
  • L'aggravante di agevolazione dell'attività mafiosa (art.416bis.1) richiede dolo specifico: per dimostrarne l'assenza occorre fornire elementi concreti che escludano la consapevolezza e la volontà di favorire l'associazione—non bastano argomentazioni generiche o negazioni apodittiche.
  • La presenza della presunzione ex art.275, comma 3, cod. proc. pen. impone alla difesa di produrre elementi precisi e concreti per dimostrare l'assenza di esigenze cautelari o l'idoneità di misure alternative; dichiarazioni generiche sulla non operatività dell'associazione o la vetustà dei precedenti raramente sono sufficienti.
  • Per ottenere la sostituzione della custodia cautelare con misura meno afflittiva è utile produrre documentazione probante (es. dichiarazioni formali di dissociazione verificabili, elementi oggettivi sul venir meno dell'organizzazione, garanzie di controllo e sorveglianza, condizioni personali e familiari attuali) che consentano al giudice di merito di motivare il superamento della presunzione.
  • Le contestazioni di legge in sede di cassazione devono focalizzarsi su errori di diritto o su illogicità manifeste nella motivazione; la strategia difensiva efficace parte da una solida attività probatoria in fase di riesame per documentare circostanze oggettive idonee a vincere la presunzione cautelare.

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