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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27671/2024 del 11/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 13/10/2023 con cui il giudice dell'esecuzione ha: 1) applicato la disciplina della continuazione (art. 671 c.p.p.) a tre furti commessi in date e sedi indicate (24/08/2009 Foligno; 13/12/2008 Todi; 15/12/2008 Perugia); 2) rigettato l'applicazione della continuazione rispetto a un quarto furto commesso il 10/08/2009 a Chieti, motivando il rigetto con la diversa sede del reato; 3) rifiutato la sostituzione della detenzione domiciliare con i lavori di pubblica utilità. Il ricorrente ha articolato tre motivi: (i) violazione delle norme sulla sospensione/sostituzione della pena in relazione alla riforma Cartabia (art. 95 d.lgs. 150/2022 e artt. 656, commi 5 e 7 c.p.p.); (ii) errata applicazione della disciplina della continuazione (art. 81 c.p.) e vizio di motivazione per non aver valutato gli indici esteriori (vicinanza temporale, modalità esecutive, stessi complici, causa economica) tali da dimostrare un disegno criminoso unitario anche se un reato fosse avvenuto in regione diversa; (iii) mancata motivazione sulla dosimetria degli aumenti di pena per i reati satellite (calcolo e motivazione distinti degli aumenti).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato: ha accolto i motivi secondo e terzo e annullato l'ordinanza impugnata, rinviando gli atti alla Corte d'appello dell'Aquila in diversa composizione per rinnovare l'esame. Motivazioni principali: 1) il rigetto dell'applicazione della continuazione rispetto al reato commesso a Chieti era motivato in modo incongruo e non ha valutato adeguatamente gli indici esteriori di un disegno criminoso unitario (vicinanza cronologica, omogeneità delle condotte e dei beni tutelati); 2) la Corte ha rilevato carenza di motivazione sulla dosimetria degli aumenti applicati ai reati satellite (occorre motivare distintamente l'aumento per ciascuno reato e verificare proporzione e limiti ex art.81 c.p.). Il primo motivo (riforma Cartabia e sospensione/sostituzione) è stato assorbito e potrà essere valutato dal giudice di rinvio. L'ordinanza è annullata e la questione rinviata per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Il giudice dell'esecuzione può applicare in executivis la disciplina della continuazione prevista per più sentenze irrevocabili: la prova dell'unitarietà progettuale va ricavata da indici esteriori (distanza cronologica, modalità, tipologia di reati, bene tutelato, omogeneità, causale, condizioni di tempo e luogo) e richiede una motivazione specifica.

  • art. 81 cod. pen.

    L'accertamento della continuazione comporta che le singole pene siano rideterminate nel rispetto del rapporto di proporzione tra le pene; la Corte richiede che aumenti di pena applicati ai reati satellite siano calcolati e motivati distintamente per ciascun reato.

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Richiamati come principi direttivi della determinazione della pena (pena base e criteri di individualizzazione), la discrezionalità del giudice di merito deve essere esercitata rispettando i criteri di proporzionalità e motivazione nella determinazione della pena complessiva per il reato continuato.

  • art. 656, commi 5 e 7 cod. proc. pen.

    Norme richiamate in relazione alle ipotesi di sospensione/sostituzione dell'esecuzione; la questione è stata assorbita e rinviata al giudice di merito.

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (riforma "Cartabia")

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla possibilità di sostituire la pena detentiva se la pena residua non supera determinati limiti; la Corte ha ritenuto la questione assorbita alla luce dell'accoglimento degli altri motivi e rinviata al giudice di merito.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 183/2013

    Richiamata in ordine all'obbligo di rinnovare l'esame in diversa composizione del giudice di rinvio quando la Corte annulla ordinanze in materia di continuazione in sede esecutiva.

Massime di principio

  • Per applicare la continuazione in sede esecutiva (art. 671 c.p.p.) non è sufficiente la diversità del luogo; il giudice deve valutare complessivamente indici esteriori (vicinanza temporale, modalità esecutive, presenza di stessi complici, omogeneità della tipologia di reati e della causale) per accertare un disegno criminoso unitario.
  • La motivazione deve essere concreta e specifica: il semplice richiamo ai requisiti non è sufficiente; il giudice deve esaminare e spiegare il peso degli indici a supporto o contro l'unitarietà progettuale.
  • Nella determinazione della pena per il reato continuato il giudice deve individuare il reato più grave, determinare la pena base e poi calcolare e motivare distintamente gli aumenti per ciascun reato satellite, garantendo la proporzione tra le pene e il rispetto dei limiti dell'art. 81 c.p.; aumenti sommari senza motivazione specifica possono portare all'annullamento.
  • Se la Cassazione annulla per vizi di motivazione su continuazione o dosimetria, dispone il rinvio ad altra composizione del giudice di merito (richiamo a Corte Cost. 183/2013), che dovrà rinnovare l'esame attenendosi ai principi indicati.
  • La riforma "Cartabia" (d.lgs. 150/2022) e le norme sulla sospensione/sostituzione della pena possono restare rilevanti, ma la loro valutazione può essere assorbita se la Corte decide per il rinvio per questioni di motivazione; comunque la possibilità di sostituzione va esaminata dopo la corretta determinazione della pena complessiva.

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