Cassazione Penale, Sentenza n. 44493/2024 del 04/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 04/07/2024 che, in parziale accoglimento dell'istanza, ha respinto la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale e ha invece concesso la semilibertà. Il ricorrente, tramite difensore, deduce violazione di legge e vizio motivazionale, sostenendo che l'ordinanza sarebbe contraddittoria: dopo aver evidenziato elementi positivi e progressi nella rieducazione, avrebbe senza valida motivazione escluso l'affidamento in prova in favore della semilibertà, nonostante la relazione di sintesi riconoscesse l'ammissione delle responsabilità.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che l'ordinanza impugnata avesse fornito una motivazione ampia e approfondita circa l'inidoneità, allo stato, dell'affidamento in prova a causa di una revisione critica ancora insufficiente del ricorrente rispetto ai reati commessi. È stato osservato che l'ammissione di responsabilità appare formale e che il detenuto tende a privilegiare il riferimento alle assoluzioni; ciò indica una scarsa effettiva resipiscenza. Il Tribunale aveva inoltre valutato elementi quali precedenti condanne e una denuncia del 2018 e, conformemente alla relazione di sintesi, ha ritenuto opportuno proseguire la sperimentazione esterna con ulteriori permessi premio e applicare la misura graduale della semilibertà. Il ricorso è quindi infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Giurisprudenza della Cassazione - Sez. 1, n. 22443 del 17/01/2019 (Rv. 276213)
«In tema di concessione di misure alternative alla detenzione il tribunale di sorveglianza, anche quando siano emersi elementi positivi nel comportamento del detenuto, può legittimamente ritenere necessario un ulteriore periodo di osservazione e lo svolgimento di altri esperimenti premiali, al fine di verificare l'attitudine del soggetto ad adeguarsi alle prescrizioni da imporre, specie se il reato commesso sia sintomatico di una non irrilevante capacità a delinquere e sussista una verosimile contiguità con ambienti delinquenziali di elevato livello».
La Corte ha applicato il principio di gradualità nella concessione delle misure alternative: anche in presenza di elementi positivi è legittimo richiedere ulteriori verifiche e provvedimenti intermedi (es. permessi premio, semilibertà) quando la revisione critica del detenuto non appare sufficientemente consolidata o sussistano profili che indicano rischio di recidiva.
Massime di principio
- La concessione dell'affidamento in prova richiede una revisione critica reale e consolidata: ammissioni formali di responsabilità possono non essere sufficienti se il detenuto minimizza o enfatizza assoluzioni.
- Il Tribunale di sorveglianza può preferire misure intermedie (es. semilibertà) quando è necessario un periodo aggiuntivo di osservazione e sperimentazione esterna prima di misure più favorevoli.
- Precedenti penali, denunce recenti e eventuali contiguità con ambienti delinquenziali pesano negativamente nella valutazione dell'idoneità per misure alternative più ampie.
- Per impugnare con successo un'ordinanza di rigetto è necessario dimostrare una concreta illogicità, contraddittorietà o carenza motivazionale dell'atto, non una mera rivalutazione degli elementi di fatto.
- È utile, per ottenere misure più favorevoli, documentare percorsi trattamentali concreti e sperimentazioni esterne positive (permessi premio multipli, partecipazione a programmi rieducativi) che dimostrino un cambiamento stabile.
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