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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38910/2025 del 02/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Roma che ha confermato la convalida del sequestro probatorio disposto dal P.M. il 21/02/2025 su tre dosi di cocaina rinvenute in una perquisizione personale. Tre motivi: (1) vizio di motivazione per asserita genericità e apoditticità circa la configurabilità del reato; (2) errata qualificazione giuridica del fatto, poiché si sarebbe dovuta escludere la finalità di cessione e ritenere la compatibilità con uso personale (si eccepisce anche la successiva richiesta di archiviazione del P.M. del 04/06/2025); (3) contraddittorietà della motivazione e illegittimo mantenimento del vincolo in assenza dei presupposti.

La decisione

Il ricorso è dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che l'ordinanza fosse sufficientemente motivata: il Tribunale aveva valorizzato il contesto (controllo in Piazza Trilussa, nota piazza di spaccio), il numero di dosi (tre) e il precedente specifico dell'indagato, elementi che al momento del sequestro rendevano plausibile la destinazione alla cessione e giustificavano la convalida. La successiva richiesta di archiviazione del P.M. non incide sulla legittimità del sequestro valutata al momento della sua esecuzione. In accoglimento dell'inammissibilità, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (ex art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    La norma disciplina le fattispecie di detenzione di stupefacenti; nel caso è stata richiamata per l'ipotesi di detenzione a fini di cessione in relazione alle tre dosi rinvenute

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per disporre la condanna del ricorrente alle spese e al versamento in favore della Cassa delle ammende per il ricorso inammissibile

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 3, n. 3465 del 03/10/2019, dep. 2020, Pirlo, Rv. 278542)

    Sez. 3, n. 3465 del 03/10/2019, dep. 2020, Pirlo, Rv. 278542

    Principio secondo cui, in sede di riesame del sequestro probatorio, il Tribunale verifica l'astratta configurabilità del reato e l'idoneità degli elementi a giustificare l'espletamento di ulteriori indagini, senza sostituirsi al giudizio di merito sulla fondatezza dell'accusa

Massime di principio

  • La legittimità del sequestro probatorio va valutata in riferimento al momento della sua esecuzione: è rilevante ciò che risultava agli organi operanti quando hanno acquisito la prova
  • Elementi fattuali concreti e contestuali (luogo noto per spaccio, numero e confezionamento delle dosi, precedenti specifici) possono costituire indizi idonei a sostenere il fumus commissi delicti in ordine alla detenzione a fini di cessione
  • La successiva richiesta di archiviazione del P.M. non invalida automaticamente la convalida del sequestro se, al momento dell'atto, sussistevano elementi indiziari idonei
  • Il riesame del sequestro non è un giudizio di merito: il Tribunale verifica l'astratta configurabilità del reato e l'idoneità degli elementi a permettere ulteriori indagini, non la certezza della responsabilità
  • Per impugnare con successo la convalida è necessario dimostrare l'assenza di elementi obiettivi e concreti che possano essere ragionevolmente valutati come indizi di destinazione alla cessione; la mera asserzione della possibilità di uso personale è insufficiente senza elementi probatori contrari

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