Cassazione Penale, Sentenza n. 6871/2024 del 15/02/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Torino che aveva confermato la convalida del sequestro preventivo d'urgenza disposto dal Pubblico Ministero (decreto 22/05/2023; convalida G.i.p. Ivrea 25/05/2023) in relazione all'imputazione provvisoria derivante dagli artt. 81, 646, 61 n.5 c.p. La ricorrente ha dedotto violazione di legge rispetto all'art. 646 c.p., sostenendo che non vi è stata violazione della destinazione di scopo delle somme poiché i fondi sarebbero stati effettivamente destinati ad attività di investimento; ha inoltre contestato l'ipotesi di interversione del possesso, richiamando documentazione bancaria (distinta contabile) sottoscritta da terzi e non dalla stessa Artuso, e ha argomentato l'assenza di elementi che dimostrino un uso personale dei denari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivo: il sindacato sulla ordinanza di riesame è limitato alla verifica di violazioni di legge o mancanza assoluta di motivazione; il Tribunale ha prodotto ampia e congrua motivazione, valutando le osservazioni difensive e gli elementi indiziari concreti che rendono verosimile la fattispecie di appropriazione indebita. La Corte ha ritenuto sussistente il fumus commissi delicti e ha richiamato il consolidato principio secondo cui chi, pur avendo procura generale o speciale, travalica i limiti conferiti può rispondere di appropriazione indebita. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 646 cod. pen.
La Corte accoglie la qualificazione indiziaria della condotta come appropriativa: sussistono elementi che giustificano la ricostruzione di un uso indebito di somme vincolate e l'interversione del possesso, anche in presenza di procura.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
Limita il controllo della Cassazione sulle ordinanze di riesame alle sole violazioni di legge o alla totale carenza di motivazione; la Corte qui esclude la sussistenza di tali vizi.
art. 81 cod. pen.
Richiamato nella descrizione dell'imputazione provvisoria (concorso di persone), ma non decisivo ai fini del giudizio di ammissibilità del ricorso qui: la Corte si concentra sul profilo indiziario rispetto all'appropriazione indebita.
art. 61, n. 5 cod. pen.
Citerato come aggravante nell'imputazione provvisoria; la sentenza di Cassazione non entra nel merito della quantificazione delle aggravanti, essendosi limitata a valutare la motivazione del riesame.
Massime di principio
- Il controllo della Cassazione sulle ordinanze di riesame relative a provvedimenti reali è ristretto a violazioni di legge o a mancanza assoluta di motivazione: non rivaluta i fatti se il giudice di merito ha motivato compiutamente.
- Per il sequestro preventivo basta il "fumus commissi delicti" (astratta sussunnibilità del fatto nella fattispecie) accompagnato da concreti indizi: non è necessario provare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio.
- La presenza di una procura, anche generale, non esclude automaticamente la configurabilità di appropriazione indebita se chi opera travalica i limiti conferiti (atto "ultra vires"): in tal caso la fattispecie è appropriazione e non furto.
- La semplice prosposta versione alternativa del ricorrente non è sufficiente a superare un provvedimento di riesame ben motivato: occorrono allegazioni specifiche che dimostrino vizi della motivazione o errori di diritto.
- Quando è invocata la violazione del vincolo di destinazione di somme, sono rilevanti documenti bancari, dichiarazioni di promotori finanziari e ogni elemento che dimostri l'abuso del potere di gestione a favore di terzi o per uso personale.
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