Sentenza n. 1859/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
per la riforma della sentenza, resa in forma semplificata, del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sezione staccata di Brescia (sezione seconda) n. 253/2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Lombardia, sezione staccata di Brescia, che aveva respinto le censure relative all'idoneità del verbale di sopralluogo e alla demolizione tardiva, accogliendo invece il motivo concernente l'estensione dell'area acquisita
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il giudizio riguardava il provvedimento comunale che, ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001, aveva disposto l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dei manufatti abusivi, dell'area di sedime e di un'area circostante, per complessivi 740 mq, irrogando contestualmente una sanzione pecuniaria di 20.000 euro. In primo grado i proprietari avevano dedotto: il difetto di motivazione sull'acquisizione di un'area più ampia del sedime; l'inidoneità del solo verbale di sopralluogo a fondare l'acquisizione; l'improcedibilità dell'acquisizione per l'avvenuta demolizione spontanea dei manufatti. Il TAR aveva accolto il primo motivo e respinto gli altri. In appello, limitatamente ai capi sfavorevoli, gli appellanti hanno sostenuto che il verbale di accertamento dell'inottemperanza non fosse sufficiente a determinare l'acquisizione dell'area di sedime, essendo necessaria una previa verifica dell'eventuale ottemperanza spontanea, e che l'acquisizione fosse divenuta improcedibile per la demolizione tardiva, già comunicata al Comune, in applicazione dei principi di proporzionalità e della giurisprudenza della Corte EDU.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato i capi sfavorevoli della sentenza di primo grado. Ha ricostruito la sequenza procedimentale degli abusi edilizi: ordine di demolizione con termine di novanta giorni, accertamento dell'inottemperanza mediante verbale e successivo atto di acquisizione, quest'ultimo titolo per l'immissione in possesso e la trascrizione. Ha precisato che l'effetto acquisitivo si produce automaticamente con l'inutile scadenza del termine di novanta giorni; il verbale di accertamento ha natura certificativa e non costitutiva, sicché non è necessaria la sua previa notificazione affinché si perfezioni il trasferimento della proprietà. Nel caso concreto il termine era scaduto il 7 ottobre 2020 senza demolizione, mentre l'inottemperanza era stata accertata con sopralluogo del 26 novembre 2020. La richiesta di proroga e la comunicazione di demolizione sono intervenute solo nel 2022, quando l'acquisizione ex lege si era già perfezionata e senza autorizzazione comunale alla demolizione tardiva. Quest'ultima non impedisce quindi l'acquisizione già avvenuta e non attribuisce al privato un diritto alla retrocessione. Il richiamo alla proporzionalità è stato ritenuto non pertinente, poiché l'atto di acquisizione è dichiarativo e non discrezionale; anche il richiamo ai principi CEDU è stato respinto, non essendo stata dimostrata un'impossibilità assoluta di ottemperare tempestivamente. Nulla sulle spese, per la mancata costituzione del Comune.
Norme richiamate
art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001
L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive, dell'area di sedime e dell'eventuale area ulteriore individuata dall'ordinanza consegue all'inottemperanza all'ordine di demolizione.
art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001
La disciplina dell'acquisizione opera dopo l'inutile decorso del termine assegnato per la demolizione; l'accertamento dell'inottemperanza documenta il mancato adempimento e consente gli adempimenti di immissione in possesso e trascrizione.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata per la trattazione da remoto della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- L'effetto acquisitivo previsto dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 si produce automaticamente con l'inutile scadenza del termine di novanta giorni assegnato per ottemperare all'ordine di demolizione; il successivo atto comunale di acquisizione ha natura dichiarativa e non costitutiva.
- Il verbale di accertamento dell'inottemperanza non costituisce il titolo del trasferimento della proprietà, già prodotto ex lege, ma certifica l'avvenuto passaggio al patrimonio comunale e costituisce il titolo per l'immissione in possesso e la trascrizione dell'acquisto.
- La demolizione eseguita o comunicata tardivamente, dopo il perfezionamento dell'acquisizione, non impedisce il trasferimento già avvenuto e non attribuisce al privato un diritto alla retrocessione del bene; l'eventuale interlocuzione successiva resta rimessa alla discrezionalità dell'amministrazione.
- Poiché l'atto di acquisizione previsto dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 certifica un effetto legale già verificatosi, esso non è espressione di discrezionalità amministrativa e non può essere contestato, in quanto tale, per violazione del principio di proporzionalità.
- Il proprietario può sottrarsi alle conseguenze dell'acquisizione solo ottemperando all'ordine di demolizione entro il termine stabilito, salvo la dimostrazione di un'impossibilità assoluta di adempiere tempestivamente; la demolizione tardiva non è un diritto del privato e non elimina la sanzione pecuniaria.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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