Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44745/2024 del 05/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la conferma di condanna per tentate lesioni aggravate e minaccia grave. Il ricorrente deduce: 1) nullità della sentenza per violazione del diritto di difesa e mancata assunzione di prove decisive (revoca di testi precedentemente ammessi dopo il mutamento dell'organo giudicante e mancata rinnovazione dell'istruttoria); 2) violazione di legge e vizio di motivazione per mancato vaglio critico sull'attendibilità delle persone offese e per la tesi che il tentativo non sarebbe compatibile con il delitto di lesioni (azione consistente nel lanciare una piantina di plastica di pochi grammi, priva di intento lesivo); 3) infondatezza del reato di minaccia in ragione della genericità delle frasi e del contesto di lite condominiale, ritenute inidonee a intimorire.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo: il ricorrente non ha specificato in che cosa consisterebbero le circostanze decisive che i testi avrebbero riferito, così come richiesto dall'art. 581 c.p.p.; inoltre la mancata immediata eccezione della revoca ha sanato l'eventuale vizio. Sul secondo motivo: la censura sul vaglio di attendibilità è generica e infondata rispetto alla motivazione dettagliata della Corte territoriale; la questione della compatibilità del tentativo con il reato di lesioni non era stata dedotta in appello e comunque è manifestamente infondata in quanto il delitto di lesioni richiede dolo generico. Sul terzo motivo: il reato di minaccia (art. 612 c.p.) è di pericolo e richiede soltanto una potenziale idoneità intimidatoria valutata secondo un criterio medio rispetto al contesto; la Corte territoriale ha adeguatamente considerato contesto, tenore delle espressioni e turbamento. Pena confermata; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e al rimborso delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile, liquidate come da dispositivo.

Norme richiamate

  • art. 581 c.p.p.

    Imposte specificità nella doglianza relativa alla mancata assunzione di prove: il ricorrente deve indicare il grado di decisività delle prove testimoniali revocate e le circostanze precise che i testi avrebbero riferito

  • art. 606, comma 1, lett. d) c.p.p.

    Limita la valutabilità in sede di legittimità della mancata assunzione della prova a quelle prove 'decisive' riguardanti fatti certi, escludendo mezzi dichiarativi la cui valutazione richiede confronto con altri elementi

  • art. 612 c.p.

    Il reato di minaccia ha natura di reato di pericolo: non è necessaria l'effettiva intimidazione della vittima, ma solo la potenziale idoneità intimidatoria valutata secondo un criterio medio e le circostanze concrete

Massime di principio

  • In cassazione chi denuncia la mancata assunzione di prove deve specificare quali circostanze decisive i testi avrebbero riferito: le censure generiche non sono ammesse
  • La mancata tempestiva eccezione di illegittimità di una revoca probatoria può sanare il vizio, riducendo le possibilità di successo in cassazione
  • La prova 'decisiva' deducibile in sede di legittimità deve riguardare fatti certi e non si può limitare a mezzi dichiarativi il cui valore richiede confronto con altre prove
  • Il delitto di lesioni si configura anche con dolo generico: non è necessario che l'agente volesse specificamente causare una determinata lesione, basta la consapevolezza che la condotta potesse provocare danno fisico
  • Per il reato di minaccia è sufficiente la potenziale idoneità intimidatoria delle espressioni nel contesto concreto; la valutazione del contesto e del tenore delle frasi è rimessa al giudice di merito e difficilmente sindacabile in cassazione se ben motivata
  • La Cassazione non riesamina i fatti di merito se la motivazione della Corte territoriale non è manifestamente illogica, contraddittoria o incongrua: le richieste di riconsiderazione del materiale probatorio sono in genere improduttive

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.