Cassazione Penale, Sentenza n. 16070/2025 del 28/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p.; il ricorrente denunciava violazione degli artt. 629-bis e 420-bis c.p.p. e dell'art. 6 CEDU e vizio di motivazione in relazione alla presunta volontaria e consapevole sottrazione alla conoscenza del processo. Sosteneva che le notifiche erano state eseguite al domicilio dichiarato (un indirizzo convenzionale/comunale per persone senza fissa dimora) e perfezionate per giacenza, mentre egli era sempre assistito da un difensore d'ufficio con cui non aveva contatti; ne deriverebbe l'illegittimità della dichiarazione di assenza e la necessità di rescindere il giudicato.
La decisione
Il ricorso è stato respinto. La Corte ha ritenuto incontestato che le notifiche erano state eseguite presso un domicilio manifestamente inidoneo (indirizzo convenzionale comunale per persone senza fissa dimora) e che il ricorrente aveva piena contezza dell'esistenza del procedimento. Sulla base della giurisprudenza di legittimità, la mancata conoscenza del processo impedisce la celebrazione solo se non è frutto di deliberate condotte di sottrazione; in questo caso la Corte ha ritenuto che il ricorrente abbia consapevolmente eletto un domicilio inesistente/inefficace (o comunque inidoneo) con l'evidente effetto di rendersi irreperibile, sicché la mancata conoscenza va qualificata come volontaria e la richiesta di rescissione del giudicato non può essere accolta.
Norme richiamate
Disciplina la rescissione del giudicato per violazione dei diritti di difesa; la norma richiede che la mancata conoscenza del processo non sia 'colpevole' (ossia dovuta a deliberate condotte di sottrazione) per consentire la rescissione. Qui è stata interpretata nel senso che la scelta consapevole di un domicilio inidoneo integra sottrazione volontaria.
Regola gli effetti della mancata comparizione e delle decadenze probatorie; la Corte ha richiamato il motivo secondo cui la dichiarazione di assenza e la regolarità delle notifiche vanno valutate alla luce dell'effettiva possibilità di ricezione dell'atto e dell'eventuale volontaria sottrazione.
art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU)
Principio del diritto ad essere informati sull'accusa e a un processo equo; invocato dal ricorrente per sostenere che la notifica in domicilio convenzionale non assicurava l'informazione sull'accusa. La Corte ha richiamato la giurisprudenza sovranazionale in tema ma ha ritenuto che la violazione non sia configurata se l'imputato ha volontariamente reso inefficace la ricezione degli atti.
art. 175, comma 2 cod. proc. pen. (richiamato dalla giurisprudenza)
Il concetto di 'effettiva conoscenza del procedimento' si riferisce alla conoscenza dell'accusa contenuta nel provvedimento formale di vocatio in iudicium; non può desumersi da mere dichiarazioni o elezioni di domicilio se non è seguita dalla notifica dell'atto introduttivo nel luogo indicato.
art. 161, comma 4 cod. proc. pen.
Norma sulla notifica in luogo diverso dal domicilio indicato in caso di sopravvenuta impossibilità di notifica; la Corte ha ricordato che tale notifica non garantisce di per sé la sicura conoscenza del procedimento.
Massime di principio
- La rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p. è esclusa quando la mancata conoscenza del processo è qualificabile come volontaria sottrazione dell'imputato alla conoscenza degli atti: la mera elezione di un domicilio convenzionale può essere interpretata come espediente volto a sottrarsi, se risultano elementi che dimostrano la consapevolezza della sua inidoneità.
- La notifica ad un indirizzo comunale o 'convenzionale' per persone senza fissa dimora è manifestamente inidonea a garantire la ricezione degli atti: chi sceglie tale indirizzo corre il rischio che la mancata ricezione sia attribuita a sua responsabilità, salvo provi di non aver agito intenzionalmente.
- Non esiste automatismo: l'indicazione di un domicilio non veritiero non esclude automaticamente la tutela processuale se l'imputato dimostra che la mancata ricezione non è stata frutto di una condotta deliberata; è necessario valutare le circostanze concrete e le condotte positive del soggetto.
- Per evitare contestazioni future, l'imputato senza fissa dimora dovrebbe tempestivamente eleggere domicilio presso lo studio di un difensore (di fiducia o d'ufficio) o informare formalmente l'autorità pubblica della propria condizione (es. iscrizione al registro delle persone senza fissa dimora), in modo da assicurare la regolarità delle notifiche.
- Le corti richiamano la giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite e pronunce successive) che vincola l'applicazione dei principi CEDU e del codice: la prova della volontarietà della sottrazione richiede elementi positivi, ma la scelta consapevole di un recapito inidoneo può costituire tale elemento.
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