Sentenza del 09/08/2016 n. 16738 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società contestava l'ordinanza di chiusura del procedimento e la precedente sentenza della CTR Catania emesse nell'ambito di un giudizio di ottemperanza relativo a un rimborso tributario. In particolare, lamentava il mancato riconoscimento degli interessi a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla presentazione dell'istanza di rimborso, il mancato riconoscimento degli interessi anatocistici, l'errata determinazione degli interessi fino alla comunicazione del mandato di pagamento anziché fino all'effettivo pagamento, la liquidazione insufficiente delle spese legali e il mancato riconoscimento dei danni per mala fede o colpa grave dell'amministrazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del MEF, perché il Ministero non aveva partecipato al giudizio di appello e quindi era privo di legittimazione passiva. Ha dichiarato improcedibile il ricorso contro la sentenza di ottemperanza nei confronti dell'Agenzia delle Entrate, poiché la società non aveva depositato la copia autentica della sentenza impugnata, come richiesto dall'art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c. Ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi contro l'ordinanza di chiusura del procedimento, per la mancata formulazione dei quesiti di diritto richiesta dall'art. 366-bis c.p.c., applicabile ratione temporis. Non sono state liquidate spese, per la mancata costituzione delle controparti.
Norme richiamate
Art. 360 c.p.c.
Individua i motivi di ricorso per cassazione dedotti dalla società, relativi alla violazione o falsa applicazione di norme di diritto e all'omesso esame di fatti rilevanti.
Art. 369 c.p.c.
Impone il deposito della copia autentica della sentenza impugnata; la sua omissione comporta l'improcedibilità del ricorso.
Art. 366-bis c.p.c.
La formulazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità, con la formulazione di un quesito di diritto.
Per i ricorsi soggetti ratione temporis a tale disposizione, la mancata formulazione del quesito di diritto rende inammissibili i motivi.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 70
Disciplina il giudizio tributario di ottemperanza e i provvedimenti adottati nella fase di esecuzione del giudicato; l'ordinanza di chiusura, se dotata di contenuto decisorio, può essere impugnata per cassazione.
Art. 111 Cost.
Consente il ricorso per cassazione contro provvedimenti decisori e definitivi, anche quando una specifica disposizione non preveda espressamente tale impugnazione.
D.P.R. n. 633 del 1972
Norme richiamate dalla società per sostenere la decorrenza e il calcolo degli interessi sui rimborsi IVA; la Corte non ha esaminato nel merito tali questioni per ragioni processuali.
Art. 1283 c.c.
Norma richiamata per il mancato riconoscimento degli interessi anatocistici; la relativa censura non è stata esaminata nel merito.
D.P.R. n. 602 del 1973, art. 44
Norma invocata per sostenere che gli interessi dovessero essere calcolati fino all'effettivo pagamento e non fino alla comunicazione del mandato; la Corte non ha deciso la questione sostanziale.
Art. 91 c.p.c.
Norma richiamata in relazione alla liquidazione delle spese di lite e al presunto mancato rispetto dei minimi tariffari; la doglianza non è stata esaminata.
Art. 96 c.p.c.
Norma invocata per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mala fede o colpa grave dell'amministrazione; la richiesta è rimasta assorbita dalle declaratorie processuali.
Massime di principio
- Nel ricorso per cassazione il rispetto degli oneri formali è essenziale: la mancata produzione della copia autentica della sentenza impugnata può comportare l'improcedibilità del ricorso.
- Quando è applicabile l'art. 366-bis c.p.c., ogni motivo deve contenere il quesito di diritto richiesto; in mancanza, il motivo è inammissibile senza esame della questione sostanziale.
- Il ricorso deve essere proposto contro il soggetto che ha effettivamente partecipato al precedente grado di giudizio e che è legittimato passivamente; un'amministrazione non costituita in appello può essere dichiarata priva di legittimazione passiva.
- Anche un provvedimento emesso in un giudizio di ottemperanza può essere ricorribile per cassazione se ha contenuto decisorio e definitivo, ma il ricorso deve rispettare tutti i requisiti processuali applicabili.
- Le questioni relative alla decorrenza degli interessi, agli interessi anatocistici, alle spese e ai danni non vengono esaminate nel merito quando il ricorso è improcedibile o inammissibile per carenze formali.
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