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Sentenza

Sentenza n. 875/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 518/2025 del Tribunale di Modena, Sezione Lavoro, pubblicata in data 15.05.2025.

Giustizia amministrativa202600034

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 518/2025 del Tribunale di Modena, Sezione Lavoro, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza n. 518/2025 del Tribunale di Modena, Sezione Lavoro, pubblicata il 15 maggio 2025 e passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria l'8 gennaio 2026. La sentenza era stata notificata al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente e non si è costituito in giudizio. Il ricorrente ha quindi chiesto l'adozione delle misure necessarie a dare esecuzione al giudicato.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso fondato, constatando la perdurante inadempienza dell'amministrazione rispetto a una sentenza definitiva passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza del Tribunale di Modena, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della sentenza di ottemperanza. In caso di ulteriore inadempimento, su istanza del ricorrente, dovrà intervenire il commissario ad acta, individuato nel Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario da lui delegato, entro i successivi 90 giorni, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre spese generali e oneri accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato e di predisporre, in caso di ulteriore inadempimento, misure sostitutive mediante commissario ad acta.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'accertata definitività del titolo giudiziale e la decorrenza del termine dilatorio per l'esecuzione, unite alla persistente inerzia dell'amministrazione, legittimano l'ordine giudiziale di dare esecuzione alle statuizioni del giudicato entro un termine perentorio stabilito dal giudice.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte vittoriosa in caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione, definendone il termine di intervento e i poteri sostitutivi.
  • Nell'esecuzione del giudicato devono essere detratte le somme o le utilità eventualmente già corrisposte dall'amministrazione in adempimento, anche parziale, delle statuizioni giudiziali.
  • La persistente inottemperanza al giudicato comporta la soccombenza dell'amministrazione nel giudizio di ottemperanza e la sua condanna alle spese processuali, oltre alla restituzione del contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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