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Sentenza

Sentenza n. 84/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento della Prefettura di Genova datato -OMISSIS-notificato al datore di lavoro in pari data avente n. Rep.-OMISSIS-, con il quale è stata disposta la revoca del nulla osta all’ingresso rilasciato in favore del lavoratore-OMISSIS- su istanza del richiedente Sig. -OMISSIS-

Giustizia amministrativa202500523

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca prefettizia del nulla osta all'ingresso nel territorio nazionale per carenze documentali e insufficienza reddituale del datore di lavoro

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta all'ingresso, fondata su carenze documentali e sull'insufficienza della capacità reddituale del datore di lavoro rispetto alle plurime istanze di ingresso presentate. Nel corso del giudizio, a seguito di un'ordinanza propulsiva del TAR, la Prefettura ha riesaminato la vicenda considerando la documentazione prodotta dal ricorrente, i dati reddituali del datore di lavoro e l'incidenza delle tre domande di ingresso presentate. All'esito della nuova istruttoria, l'Amministrazione ha adottato un provvedimento di conferma propria della revoca originaria, ritenendo la capacità economica del datore di lavoro adeguata soltanto a una delle tre istanze, tra cui quella del ricorrente. Il Ministero ha quindi chiesto la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il nuovo provvedimento è stato qualificato come conferma propria, poiché adottato all'esito di una nuova istruttoria e con specifica motivazione, anche alla luce della documentazione prodotta in giudizio. Esso ha sostituito e superato il provvedimento originariamente impugnato, sicché l'eventuale annullamento di quest'ultimo sarebbe stato inutiliter dato, restando comunque fermi gli effetti della successiva conferma. Il ricorrente avrebbe dovuto impugnare autonomamente il nuovo atto. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda; è stata confermata l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, con liquidazione demandata a separato decreto.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La norma è richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione, nel corso del giudizio, adotta un nuovo provvedimento all'esito di una nuova istruttoria e con autonoma motivazione, tale atto costituisce conferma propria e supera il provvedimento originariamente impugnato.
  • La conferma propria del provvedimento impugnato determina la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso contro l'atto originario, poiché il suo eventuale annullamento non produrrebbe utilità concreta e lascerebbe comunque fermi gli effetti del nuovo provvedimento.
  • In presenza di una conferma propria, il ricorrente deve impugnare autonomamente il nuovo provvedimento; in mancanza, il ricorso proposto contro l'atto precedente deve essere dichiarato improcedibile.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesseDifetto di istruttoria

Testo integrale

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