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Sentenza

Sentenza n. 1156/2026 - Roma, Sezione 5Q

Ricorso avverso il silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine alle istanze presentate dalla ricorrente, per il rilascio del visto per motivi di studio, avente ad oggetto la fissazione di un appuntamento per la formalizzazione della richiesta del suddetto visto.

Giustizia amministrativa202513558

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la formalizzazione della domanda di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio delle Amministrazioni intimate sull'istanza volta all'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di studio, chiedendo in particolare la fissazione di un appuntamento per formalizzare la domanda. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato l'appuntamento richiesto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto abbiano integralmente soddisfatto la pretesa azionata. La decisione è stata adottata ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, in ragione del tempo non particolarmente esteso intercorso tra la richiesta dell'appuntamento e la notificazione del ricorso e del comportamento collaborativo dell'Amministrazione, che ha provveduto in tempi ritenuti ragionevoli. L'Amministrazione è stata comunque condannata a restituire alla ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione; il ricorso è stato proposto per ottenere l'attivazione del procedimento relativo al visto di ingresso per motivi di studio.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta nel corso del giudizio; nel caso concreto, ciò è avvenuto con la fissazione dell'appuntamento e l'attivazione del procedimento per il visto.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio dell'amministrazione, la sopravvenuta attivazione del procedimento richiesto dal privato, quando soddisfa integralmente la pretesa dedotta in giudizio, comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a.
  • La fissazione dell'appuntamento necessario per formalizzare una domanda di visto integra, ai fini del giudizio sul silenzio, l'attivazione del procedimento amministrativo e determina il soddisfacimento della pretesa quando tale attività costituisce l'oggetto specifico dell'azione.
  • La compensazione delle spese può essere giustificata dal breve intervallo tra la richiesta amministrativa e la notificazione del ricorso, nonché dal comportamento dell'amministrazione che abbia provveduto in tempi ragionevoli dopo l'attivazione del giudizio; resta possibile porre a carico dell'amministrazione la restituzione del contributo unificato versato dal ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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