Sentenza n. 4677/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza della sentenza n. 2183/2025 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, pubblicata in data 14.05.2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, n. 2183/2025, che aveva riconosciuto il diritto all'accredito sulla Carta del docente di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici dal 2019/2020 al 2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il docente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza n. 2183/2025 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, pubblicata il 14 maggio 2025 e notificata al Ministero il 16 maggio 2025. La pronuncia aveva condannato il Ministero a riconoscergli l'accredito di 500 euro annui sulla Carta del docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Il ricorso si fondava sulla mancata esecuzione del titolo al momento della sua proposizione; nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato che l'amministrazione aveva adempiuto.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché la pretesa era stata integralmente soddisfatta dall'amministrazione nelle more del giudizio. Ha condannato il Ministero alla rifusione delle spese, liquidate in 500 euro per compensi, oltre IVA, CPA e spese generali al 15%, con distrazione in favore dei difensori antistatari. La condanna alle spese è stata giustificata dall'inadempimento non controverso al momento della proposizione del ricorso, pur valorizzando l'adempimento tardivo, il valore contenuto della controversia e la natura minima e stereotipata delle attività difensive.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Quanto alle spese del presente giudizio di ottemperanza, non essendo controverso l’inadempimento al momento della presentazione del ricorso, l’amministrazione resistente va condannata al pagamento delle spese di causa, negli importi liquidati in dispositivo, determinati anche tenendo conto del valore estremamente contenuto della controversia, e del fatto che le attività difensive, in questa materia, richiedono attività minime e stereotipate, nonché della necessità di valorizzare l’avvenuto adempimento, seppur tardivo, dell’amministrazione.
Nel giudizio di ottemperanza, l'adempimento sopravvenuto che soddisfa integralmente la pretesa determina la cessazione della materia del contendere; la condanna alle spese resta giustificata dall'inadempimento sussistente al momento della proposizione del ricorso, con liquidazione che può considerare anche il valore della controversia, l'attività difensiva richiesta e l'adempimento tardivo.
art. 475 c.p.c.
Con la sentenza indicata in epigrafe, prodotta quale copia informatica del documento informatico tratto dal fascicolo telematico e dotata di asseverazione di conformità all’originale – a valere come titolo per l’esecuzione forzata ai sensi dell’art. 475 c.p.c. – e in tale forma notificata al Ministero il 16/05/2025, il giudice ordinario ha condannato, tra l’altro, il Ministero dell’Istruzione e del Merito a riconoscere il diritto dell’odierna parte ricorrente all’accredito sulla carta del docente l’importo di euro 500 annui per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023.
La sentenza del giudice ordinario, prodotta in copia informatica asseverata e notificata all'amministrazione, è considerata nel giudizio quale titolo per l'esecuzione forzata.
Massime di principio
- Quando, durante il giudizio di ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il titolo e soddisfa la pretesa del ricorrente, il giudice dichiara cessata la materia del contendere.
- L'adempimento sopravvenuto non esclude la condanna dell'amministrazione alle spese se, al momento della proposizione del ricorso per ottemperanza, il titolo risultava inadempiuto; nella liquidazione possono rilevare il valore della controversia, l'entità dell'attività difensiva e il carattere tardivo dell'adempimento.
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