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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05349/2025 del 10/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per furto di energia elettrica realizzato mediante allaccio abusivo alla rete elettrica nell'immobile occupato con la compagna. I motivi dedotti erano due: 1) violazione e falsa applicazione di legge in relazione all'affermata responsabilità per il furto di energia elettrica, sostenendo in sostanza di non dover rispondere del fatto; 2) violazione di legge con riferimento al mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità ex art. 62, comma 1, n. 4 c.p. e delle attenuanti generiche, che secondo il ricorrente avrebbero dovuto prevalere sulle aggravanti contestate.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo perché la sentenza di merito aveva accertato che l'imputato era pienamente consapevole dell'allaccio abusivo e dell'illegittima fruizione dell'energia elettrica, richiamando il principio per cui risponde del furto di energia elettrica, aggravato dalla violenza sulle cose, chi si avvalga consapevolmente dell'allaccio abusivo anche se realizzato da terzi. Ha ritenuto infondato anche il secondo motivo, osservando che il danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio lievissimo e di valore pressoché irrisorio, da valutare non solo in rapporto al valore del bene sottratto ma anche agli ulteriori effetti pregiudizievoli, e che la Corte di appello aveva adeguatamente motivato il diniego dell'attenuante e della prevalenza delle attenuanti generiche sulla base della grave illiceità complessiva della condotta. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62, comma 1, n. 4 c.p.

    danno di speciale tenuità

    l'attenuante presuppone un pregiudizio lievissimo, di valore economico pressoché irrisorio, valutato anche in relazione agli ulteriori effetti pregiudizievoli subiti dalla persona offesa, non rilevando la capacità del soggetto passivo di sopportare il danno

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso, se non vi è assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, seguono la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria

  • art. 62, comma 1, n. 4 cod. pen.

    richiamato quale base della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, non riconosciuta nel caso concreto

  • art. 640 c.p.

    non citato

Massime di principio

  • In tema di furto di energia elettrica, risponde del reato, anche nella forma aggravata dalla violenza sulle cose, chi si avvalga consapevolmente di un allaccio abusivo alla rete di distribuzione, pur se l'allaccio sia stato materialmente realizzato da terzi.
  • La responsabilità può essere desunta dalla consapevole fruizione dell'energia elettrica tramite collegamento abusivo nell'immobile occupato dall'imputato, ove la motivazione del giudice di merito dia conto della piena conoscenza dell'illecito.
  • La circostanza attenuante del danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio economicamente irrisorio e deve essere valutata considerando anche gli ulteriori effetti dannosi della sottrazione, non bastando la mera allegazione di un danno modesto.
  • La censura in cassazione sul diniego dell'attenuante di cui all'art. 62, n. 4 c.p. deve confrontarsi con la motivazione concreta della sentenza impugnata; una critica generica del percorso argomentativo è insufficiente.
  • Il diniego della prevalenza delle attenuanti generiche è legittimo quando il giudice di merito valorizzi la complessiva gravità e illiceità della condotta e dia una motivazione non illogica sul bilanciamento delle circostanze.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

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