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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25968/2025 del 15/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza per vizio di legge e difetto di motivazione nella determinazione dell'aumento di pena per i reati posti in continuazione: si censura l'errata individuazione della pena base (il giudice dell'esecuzione avrebbe considerato erroneamente una pena di 15 anni anziché la corretta pena base risultante in cognizione), l'omissione di considerare gli aumenti già applicati nella continuazione interna della sentenza del 5/10/2017 e di altri aumenti inflitti, l'assenza di un calcolo distinto e motivato degli aumenti per ciascun reato satellite e la mancata verifica del principio di proporzionalità; si eccepisce inoltre incertezza circa l'applicazione del principio derivante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 32/2014 rispetto alla contestazione originaria ai sensi dell'art. 73 d.p.r. 309/1990

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata "relativamente al trattamento sanzionatorio" per vizi di motivazione e per errori materiali (errata individuazione della pena base e mancata specificazione del calcolo degli aumenti). Ha disposto il rinvio alla Corte d'appello di Messina per nuovo giudizio sul punto, che dovrà essere celebrato in diversa composizione (in ossequio alla Corte costituzionale n. 183/2013).

Norme richiamate

  • d.p.r. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 74

    Articolo relativo al reato di traffico di stupefacenti: la sentenza prende in considerazione la pena relativa a tale reato e sottolinea la necessità di identificare correttamente la pena base per il calcolo degli aumenti in caso di continuazione

  • d.p.r. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 73

    Riferimento alla diversa contestazione (comma 1) e alla rilevanza della pronuncia della Corte costituzionale n. 32/2014 quando il fatto è originariamente contestato ai sensi di questo articolo

  • codice penale - art. 81

    Principio secondo cui l'aumento per i reati satellite si calcola mediante attribuzione di un valore ponderale moltiplicato per la pena base: un'errata individuazione della pena base incide direttamente sull'entità dell'aumento

  • Corte costituzionale, sentenza n. 32 del 05/03/2014

    Rilevanza per il corretto inquadramento normativo dei reati commessi nel 2011 originariamente contestati ai sensi dell'art. 73; la Corte di Cassazione rileva che l'ordinanza non chiarisce se si sia tenuto conto del principio espresso da tale pronuncia

  • Corte costituzionale, sentenza n. 183 del 03/07/2013

    Stabilisce che, dopo annullamento, non può partecipare al nuovo giudizio il giudice che ha pronunciato o concorso a pronunciare l'ordinanza impugnata; la Cassazione ha pertanto disposto il rinvio a diversa composizione

  • Cassazione, Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021, Pizzone, Rv. 282269 - 01

    Principio giurisprudenziale secondo cui nel reato continuato il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e calcolare e motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite, rispettando il principio di proporzionalità

  • Cassazione, Sez. U, n. 40983 del 21/06/2018 (Giglia)

    Sez. U, n. 40983 del 21/06/2018, Giglia, Rv. 273751 - 01

    Conferma il metodo per la determinazione dell'aumento per continuazione come operazione di moltiplicazione della pena base per il coefficiente assegnato al singolo satellite

  • Cassazione, Sez. 1, Sent. n. 800 del 07/10/2020 (Bruzzaniti)

    Sentenza n. 800 del 07/10/2020, dep. 2021, Bruzzaniti, Rv. 280216

    Ulteriore richiamo alla necessità di una motivazione completa e numericamente verificabile del calcolo della pena in caso di reato continuato

Massime di principio

  • In tema di continuazione di reati, il giudice deve identificare chiaramente la pena base effettiva su cui calcolare gli aumenti (normalmente la pena base prima delle riduzioni per rito), perché gli aumenti sono calcolati per moltiplicazione e un errore nella pena base altera l'intero risultato
  • Il calcolo della pena complessiva deve essere riportato passo per passo e motivato: individuazione del reato più grave, indicazione della pena base, quantificazione e motivazione separata dell'aumento per ciascun reato satellite e indicazione di eventuali riduzioni per rito
  • Il giudice dell'esecuzione deve tener conto degli aumenti già inflitti in eventuali continuazioni interne alle singole sentenze e confrontare la consistenza degli aumenti precedenti per garantire il principio di proporzionalità
  • Se il fatto è soggetto a questioni di inquadramento normativo (es. contestazione originaria ai sensi dell'art. 73 comma 1), il provvedimento deve esplicitare il rispetto di pronunce costituzionali rilevanti (es. Corte cost. n. 32/2014)
  • In caso di annullamento parziale con rinvio, il nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio non può svolgersi con la partecipazione del giudice che ha emesso il provvedimento annullato (Corte cost. n. 183/2013)

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