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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7680/2024 del 21/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Palermo del 21/06/2022 che, in massa, aveva confermato o modificato le pronunce di primo grado riguardanti più episodi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e reati connessi (tra cui contrabbando e simulazione di reato). Le doglianze sollevate in Cassazione riguardavano principalmente: presunti vizi di motivazione e travisamento della prova; insufficiente valutazione o travisamento delle dichiarazioni dei testi (coimputati e immigrati); presunta incongruenza tra gli accertamenti del riesame/cautelari e la decisione di merito; mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche o eccessiva valutazione di aggravanti (tra cui il fine di lucro); errori nell'attribuzione di responsabilità rispetto alla disponibilità e uso del gommone Altamarea; e violazioni del diritto di difesa con riferimento alla ricostruzione degli addebiti. Alcuni ricorsi hanno anche denunciato nullità per mutamento dell'oggetto dell'accusa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da Licciardi Angelo, Bouaicha Montsar e Calcara Salvatore (per riproposizione assertiva di questioni di fatto già vagliate in sede di merito o per genericità dei motivi) e ha ritenuto infondati i ricorsi di Bucalo Marco e Barbera Lillo. Ne consegue la conferma, nel suo complesso, della sentenza di merito della Corte d'Appello di Palermo così come motivata: le statuizioni di condanna e di assoluzione operate in appello restano pertanto in piedi nei termini già indicati in quel provvedimento. Per i ricorrenti dichiarati inammissibili la Cassazione ha altresì disposto la condanna al pagamento delle spese processuali e l'irrogazione, in mancanza di elementi escludenti la colpa, di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende, quantificata in euro 3.000 ciascuno.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento alla partecipazione in concorso di persone nel reato; la Corte territoriale ha valorizzato elementi che, a suo giudizio, dimostravano la cooperazione dei ricorrenti nei viaggi illeciti

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato nel ragionamento sulle attenuanti generiche: le attenuanti atipiche devono essere ancorate a elementi concreti rinvenibili nel fatto o nella personalità e si valutano con motivazione adeguata

  • art. 522 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa in relazione alla presunta mutatio dell'accusa; la Corte ha però ritenuto che non ci sia stata mutazione dei contorni del fatto rilevante

  • art. 378 cod. pen.

    Richiamato per spiegare che il reato di favoreggiamento è perseguibile anche quando la persona favorita non abbia poi commesso il fatto; pertanto l'assoluzione della persona 'favorita' non esclude la punibilità dell'aiutante

  • art. 533 cod. proc. pen.

    come novellato dalla legge n.46/2006

    Richiamato nel contesto del criterio che la colpevolezza debba risultare oltre ogni ragionevole dubbio; la Cassazione ricorda che tale criterio si traduce in verifica della consistenza logica della motivazione

  • decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14.9.1944

    Citato in rapporto alla disciplina storica delle circostanze attenuanti atipiche, per spiegare che tali attenuanti richiedono adeguato substrato motivazionale e non possono essere concesse in modo generico

Massime di principio

  • La Corte di legittimità non è sede per riesaminare il fatto in via nuova: motivi che ripropongono in modo assertivo questioni di fatto già esaminate in merito sono spesso dichiarati inammissibili.
  • Per ottenere accoglimento in Cassazione è necessario individuare e dimostrare un vizio specifico della motivazione (assenza, manifesta illogicità o contraddittorietà) o un errore di diritto, non limitarsi a una diversa lettura plausibile delle prove.
  • Elementi processuali dotati di autonoma forza esplicativa (es. tabulati, atti ufficiali, certificazioni dotate di efficacia probatoria) devono essere richiamati con precisione per sostenere tesi di travisamento della prova; la mera incompatibilità astratta non basta.
  • La valutazione delle attenuanti generiche richiede un collegamento esplicito tra gli elementi positivi del fatto o della personalità dell'imputato e la riduzione della pena; la mancata concessione, se adeguatamente motivata, è difficilmente sindacabile.
  • L'aiuto a una persona per eludere le indagini o per la gestione di un mezzo impiegato nel reato può integrare favoreggiamento anche se la persona 'favorita' poi risulta non colpevole; è rilevante l'operatività dell'agevolazione stessa (art. 378 c.4).
  • Le contestazioni relative alla mutazione dell'imputazione (art. 522 c.p.p.) devono dimostrare che è mutata la natura oggettiva del fatto rispetto a quanto contestato: la semplice diversa declinazione dei profili oggettivi non determina automaticamente nullità se la condotta descritta resta la stessa.
  • Per evitare sanzioni per ricorsi inammissibili, il difensore deve formulare motivi concreti, non generici, e confrontarsi puntualmente con la motivazione della sentenza di merito, indicando gli atti che secondo lui disarticolano il ragionamento giudiziario.
  • In presenza di più episodi distinti (più sbarchi o date diverse) è legittimo che il giudice di merito giunga a esiti differenti rispetto a ciascun episodio quando il 'peso' e la qualità delle prove variano: la diversità di esito non è di per sé contraddittoria.

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