Cassazione Penale, Ordinanza n. 23302/2026 del 24/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, affermando che, in tema di sanzioni sostitutive di pene detentive brevi, il giudice non ha l'obbligo di proporre in ogni caso la pena sostitutiva, trattandosi di valutazione discrezionale. Ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Bari del 18/03/2025. L'unico motivo deduceva vizio di carenza di motivazione in relazione alla mancata sostituzione della pena ai sensi dell'art. 20-bis della legge n. 689/1981. In sostanza, si assumeva che il giudice di merito avrebbe dovuto pronunciarsi sulla possibilità di applicare una pena sostitutiva e che la mancata formulazione dell'avviso previsto dall'art. 545-bis, comma 1, c.p.p. determinasse un vizio della sentenza.
Norme richiamate
art. 20-bis l. 24 novembre 1981, n. 689
norma invocata dal ricorrente come base per la sostituzione della pena detentiva breve; la Corte non ne ricava un obbligo per il giudice di applicare la sanzione sostitutiva in ogni caso.
art. 545-bis, comma 1, c.p.p.
l'omessa formulazione dell'avviso dopo la lettura del dispositivo non comporta nullità della sentenza, poiché presuppone una valutazione implicita circa l'insussistenza dei presupposti per la misura sostitutiva.
Massime di principio
- In materia di sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi, il giudice conserva un potere discrezionale nel valutare se applicare la pena sostitutiva, e non è tenuto a prospettarla automaticamente all'imputato in ogni caso.
- La mancata formulazione dell'avviso previsto dall'art. 545-bis, comma 1, c.p.p. non determina nullità della sentenza quando dalla decisione emerga, anche implicitamente, che il giudice ha escluso la sussistenza dei presupposti per accedere alla misura sostitutiva.
- Il vizio di carenza di motivazione non può essere utilmente dedotto quando il ricorso si fonda su un presupposto giuridico incompatibile con l'orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità.
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