Cassazione Penale, Sentenza n. 36910/2024 del 03/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva revocato la sospensione condizionale della pena di 2 anni concessa con sentenza del 17/04/2015. Il difensore ha censurato la decisione per violazione dell'art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., in relazione all'art. 168 c.p., sostenendo che il giudice dell'esecuzione è intervenuto su materia riservata al giudice della cognizione e che l'anteriorità del reato, ai fini della revoca, va valutata con riferimento alla data di irrevocabilità della sentenza che ha concesso il beneficio e non alla data di commissione del reato.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto che la revoca automatica della sospensione condizionale richiede che la seconda condanna, riferita a un reato anteriormente commesso, sia divenuta irrevocabile entro cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza che ha concesso il beneficio. Nel caso di specie la prima sentenza è divenuta irrevocabile il 07/09/2017; il termine quinquennale è quindi scaduto il 07/09/2022. La seconda sentenza, pur emessa il 30/06/2022, è divenuta irrevocabile il 10/03/2023, cioè dopo la scadenza del quinquennio; ne consegue che non ricorrevano i presupposti per la revoca della sospensione condizionale. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio.
Norme richiamate
art. 163 cod. pen.
Indicato come criterio di cumulabilità delle pene: la revoca può essere rilevante se la pena cumulata supera i limiti previsti dall'art. 163 c.p.
art. 168 cod. pen.
Norma richiamata a proposito della revoca della sospensione condizionale per successiva condanna; l'interpretazione operata dalla Corte richiama la necessità che la secondaria condanna sia divenuta irrevocabile entro il termine stabilito.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente per denunciare vizi di motivazione e violazione di norme processuali (decisoriali su materia riservata alla cognizione); la Corte ha comunque deciso sulla corretta applicazione dei presupposti di revoca.
Giurisprudenza citata (Sez. 1, n. 36368 del 07/07/2023, Rv. 285246-01)
"la revoca di diritto della sospensione condizionale della pena postula che la condanna, per il delitto anteriormente commesso, sia divenuta irrevocabile dopo il passaggio in giudicato della sentenza che ha concesso il beneficio e prima della scadenza dei termini di durata dello stesso"
La Corte riafferma che il termine da considerare è quello del passaggio in giudicato della sentenza che ha concesso il beneficio e che la seconda condanna deve essere divenuta irrevocabile entro cinque anni da tale passaggio.
Massime di principio
- La revoca automatica della sospensione condizionale per una successiva condanna a carico del beneficiario richiede che la seconda condanna sia divenuta irrevocabile entro cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza che ha concesso il beneficio; conta la data di irrevocabilità delle sentenze, non la data di commissione del reato.
- Se la seconda sentenza è stata emessa durante il quinquennio ma è divenuta irrevocabile dopo la scadenza dei cinque anni, non opera la revoca automatica della sospensione condizionale.
- Il giudice dell'esecuzione non può sostituirsi al giudice della cognizione su questioni che esulano dall'accertamento dei presupposti legali per la revoca; deve attenersi ai criteri temporali di irrevocabilità stabiliti dalla giurisprudenza.
- Occorre verificare anche la soglia di cumulabilità delle pene (art. 163 c.p.): la revoca può essere rilevante solo se la pena cumulata supera i limiti previsti dalla norma.
- In caso di dubbi sulla decorrenza del termine quinquennale o sulle date di passaggio in giudicato, è opportuno esibire e confrontare le date di irrevocabilità delle sentenze (passaggi in giudicato) prima di disporre la revoca.
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