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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21491/2025 del 26/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblico ente riscossione)

La controversia

La controversia non riguarda il merito dell'obbligazione tributaria, ma la correzione di un'ordinanza della Corte di cassazione che aveva respinto il ricorso del contribuente e lo aveva condannato alle spese in favore dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'ente ricorrente ha chiesto, ai sensi dell'art. 391-bis c.p.c., la correzione di errore materiale del provvedimento n. 33569/2022, deducendo che, per mero lapsus calami, era stata omessa la distrazione delle spese processuali in favore del difensore avv. Giovanni Calisi, benché la relativa richiesta risultasse dalle conclusioni delle memorie del 20 ottobre 2022. Il contribuente non ha svolto difese nel procedimento di correzione. La Corte ha quindi esaminato se l'omessa pronuncia sulla distrazione potesse essere emendata con il procedimento di correzione degli errori materiali e ha richiamato il principio secondo cui la richiesta di distrazione non costituisce domanda autonoma, sicché il rimedio corretto è quello di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c., applicabile anche alle decisioni della Cassazione.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso per correzione di errore materiale e ha disposto la rettifica dell'ordinanza n. 33569/2022 del 15 novembre 2022, aggiungendo nel dispositivo, dopo la liquidazione delle spese, la clausola "da distrarsi in favore del difensore avvocato Giovanni Calisi ai sensi dell’art. 93 cod. proc. civ.". Ha inoltre ordinato alla cancelleria di annotare la correzione sull'originale del provvedimento corretto. Non ha pronunciato sulle spese del procedimento di correzione, ritenendo che esso abbia natura sostanzialmente amministrativa e non determini soccombenza tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    consente di chiedere la correzione di errore materiale anche rispetto alle pronunce della Corte di cassazione.

  • artt. 287 e 288 c.p.c.

    costituiscono il rimedio esperibile per emendare l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese, in assenza di diversa previsione legislativa; la correzione va annotata sull'originale del provvedimento.

  • art. 93 c.p.c.

    la richiesta di distrazione delle spese non è domanda autonoma; l'omissione della relativa statuizione può essere sanata mediante correzione materiale.

  • art. 375, secondo comma, n. 4-bis, c.p.c.

    indica la trattazione in camera di consiglio del ricorso per correzione.

  • art. 288, secondo comma, ultimo periodo, c.p.c.

    impone l'annotazione della pronuncia di correzione sull'originale del provvedimento corretto.

Massime di principio

  • L'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese processuali integra un errore materiale emendabile con il procedimento di correzione, non con gli ordinari mezzi di impugnazione.
  • La domanda di distrazione ex art. 93 c.p.c. non ha autonomia sostanziale rispetto alla statuizione sulle spese e può essere inserita o integrata nel provvedimento corretto quando risulti dagli atti la sua tempestiva formulazione.
  • Il procedimento di correzione degli errori materiali ha natura sostanzialmente amministrativa e non comporta una soccombenza tra le parti, sicché non giustifica una statuizione sulle spese del relativo incidente.
  • Il rimedio della correzione materiale è applicabile anche alle decisioni della Corte di cassazione, in presenza di un lapsus calami o di una omissione meramente redazionale del provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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