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Sentenza

Sentenza del 05/02/2024 n. 69 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Abruzzo

PROCESSO TRIBUTARIO - Impugnabilità di tutti gli atti con cui l'amministrazione comunica una pretesa tributaria definita anche se non previsti espressamente dall' art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992 - Sussiste

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di una richiesta stragiudiziale/sollecito di pagamento (invito bonario) per circa €31.154,98 relativa a più avvisi di accertamento IMU/ICI per gli anni 2010-2016. La società deduceva: carenza di motivazione (art.7 legge 212/2000), violazione norme procedimento e diritto di accesso (legge 241/1990 e legge 212/2000) per mancata produzione degli atti richiamati, inesistenza del presupposto impositivo (possedimento solo di un terreno agricolo), mancata notifica dei provvedimenti prodromici, prescrizione/decadenza dei crediti, mancata indicazione del responsabile del procedimento e violazione del regolamento comunale in materia di riscossione coattiva.

La decisione

La Corte territoriale ha ritenuto fondato solo il primo motivo di appello (errata pronuncia sulla natura impugnabile dell'atto), confermando però l'inammissibilità delle altre doglianze e rigettando l'appello nel merito. In particolare la Corte ha affermato che la richiesta stragiudiziale/invito bonario, ove espliciti la pretesa tributaria e ne indichi i presupposti (anche per relationem agli avvisi già notificati), è impugnabile; tuttavia nella fattispecie tutti gli avvisi di accertamento e le cartelle successive risultavano notificati e non impugnati, la motivazione «per relationem» era sufficiente perché i presupposti erano già noti al contribuente, la prescrizione e la decadenza non erano maturate, e la mancata indicazione del responsabile non era rilevante nell'atto stragiudiziale. Appello rigettato; nulla per le spese per mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 art. 19

    disciplinava espressamente gli atti impugnabili dal contribuente innanzi al giudice tributario

    La giurisprudenza e la Corte territoriale hanno interpretato l'art.19 in senso non esclusivamente tassativo: anche atti non autoritativi (inviti, avvisi bonari, richieste stragiudiziali) che rendano nota una pretesa tributaria definita possono essere impugnati, sebbene l'impugnazione sia facoltativa e non sostitutiva dell'impugnazione degli atti prodromici.

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente), art. 7

    obbligo di motivazione degli atti tributari e possibilità di motivare per relationem

    L'obbligo di motivazione può essere assolto anche per relationem, quando gli atti richiamati siano allegati, riprodotti o già conosciuti per precedente notificazione; quindi la richiesta stragiudiziale che richiama avvisi precedentemente notificati può ritenersi adeguatamente motivata.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 50, comma 2

    se l'espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l'espropriazione stessa deve essere preceduta dalla notifica ... di un avviso che contiene l'intimazione ad adempiere entro 5 giorni

    Il modello e il contenuto dell'avviso di intimazione sono vincolati; tuttavia il Comune può utilizzare modalità stragiudiziali di sollecito previo affidamento a soggetto per la riscossione, senza che ciò renda inidonea la comunicazione quando risultino notificati gli atti prodromici.

  • Legge n. 296 del 2006, art. 1, comma 161

    termine di decadenza per tributi locali fissato al 31 dicembre del 5º anno successivo

    La decadenza per tributi locali sussiste se i termini non sono rispettati; nella fattispecie le cartelle erano state notificate entro i termini previsti, quindi il vizio non era configurabile.

  • Legge n. 296 del 2006, art. 1, comma 163

    regole sulla notifica del titolo esecutivo per la riscossione coattiva dei tributi locali (termine del 31 dicembre del 3º anno)

    Nel caso di riscossione coattiva i titoli devono essere notificati entro il termine previsto per evitare la decadenza; nella fattispecie la Corte ha ritenuto che le notifiche delle cartelle/atti siano avvenute nei termini.

  • Legge 7 agosto 1990, n. 241

    norme sul procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi

    Il diritto di accesso e le garanzie di procedimento si applicano, ma quando il contribuente ha già piena conoscenza degli atti prodromici per precedente notificazione la mancata produzione di allegati nell'atto stragiudiziale non lede il diritto di difesa.

  • Regolamento comunale (art. 20)

    disciplinava le modalità di riscossione coattiva e i termini per l'azione esecutiva

    Il regolamento prevede forme specifiche di riscossione; tuttavia l'affidamento diretto a soggetti per la riscossione stragiudiziale non è di per sé invalido se gli atti imposti sono stati correttamente notificati e i termini rispettati.

Massime di principio

  • Un invito bonario o una richiesta stragiudiziale che contenga l'indicazione degli avvisi di accertamento e la somma dovuta è impugnabile innanzi al giudice tributario: l'impugnazione è però facoltativa e non sostituisce l'impugnazione degli atti prodromici.
  • La motivazione 'per relationem' è valida se gli atti richiamati sono allegati, riprodotti nel contenuto essenziale o erano già noti al contribuente per precedente notificazione; in tal caso non si configura una lesione effettiva del diritto di difesa.
  • Le questioni sostanziali relative al merito dell'accertamento (esistenza del presupposto impositivo) devono essere sollevate tempestivamente avverso l'avviso di accertamento originario; impugnando solo la cartella o il sollecito si possono contestare generalmente soltanto vizi propri dell'atto impugnato.
  • La prescrizione e la decadenza devono essere valutate e dedotte con riferimento alle date di notifica degli atti: la semplice allegazione di un termine decorso non è sufficiente se dalla documentazione emerge che le notifiche rientrano nei termini di legge.
  • La mancata indicazione del responsabile del procedimento può rendere nulla la cartella quando prevista dalla norma, ma non è di regola richiesta nell'avviso/sollecito stragiudiziale; pertanto la sua assenza in un atto meramente stragiudiziale non sempre integra causa di nullità.
  • Impugnare un atto non autoritativo non impedisce la successiva cristallizzazione della pretesa: se si impugna un atto stragiudiziale è prudente verificare e, se necessario, impugnare anche i successivi atti autoritativi per evitare la perdita delle ragioni processuali.

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