Circolare INAIL n. 22 del 18 aprile 1995
Nuove tabelle delle malattie professionali in industria e in agricoltura (dpr n 3361994) codice A.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare dispone l’adozione del nuovo codice A, in vigore dal 22 giugno 1994, per recepire le nuove tabelle delle malattie professionali in industria e agricoltura. Chiarisce che la codifica delle malattie professionali deve essere considerata provvisoria in prima battuta e poi verificata e rettificata con il supporto dell’area sanitaria e, se necessario, della CON.T.A.R.P. regionale. Fornisce inoltre indicazioni puntuali per l’uso del codice A 99 nelle fattispecie non tabellate, per alcune malattie spesso codificate in modo errato, e aggiorna la classificazione nosologica di alcune patologie con specifici codici M. Infine, richiama le strutture territoriali a iniziative formative e verifiche sul sistema informativo, con relazione entro sei mesi.
Nuove tabelle delle malattie professionali e adozione del nuovo codice A (D.P.R. n. 336/1994)
Nuove tabelle delle malattie professionali e codice A
La circolare interviene dopo l’emanazione del D.P.R. n. 336/1994, che ha approvato le nuove tabelle delle malattie professionali con effetto dal 22 giugno 1994, e dispone l’adozione del nuovo codice A. L’obiettivo è assicurare una codifica uniforme e attendibile delle malattie professionali, migliorando la qualità dei dati sanitari e statistici dell’INAIL.
Finalità della circolare e richiamo alle precedenti istruzioni
Il provvedimento richiama la lettera del 13 ottobre 1994, già contenente istruzioni procedurali e tecniche, e si concentra sulle modalità operative necessarie per la corretta individuazione e digitazione del codice A e del codice M nella mappa "dati sanitari di base" della procedura infortuni. La circolare sottolinea che i dati di codifica rappresentano la base di tutte le elaborazioni statistiche sulle tecnopatie, tabellate e non tabellate, e che eventuali imprecisioni compromettono il monitoraggio del fenomeno e la spendibilità esterna del patrimonio informativo dell’Istituto.
Procedura di codifica e responsabilità dei soggetti coinvolti
La digitazione iniziale del codice in sede di protocollazione della denuncia ha natura provvisoria e deve essere sempre verificata e, se necessario, rettificata alla luce degli ulteriori accertamenti amministrativi, tecnici e sanitari. La circolare attribuisce all’area sanitaria il ruolo decisivo nella individuazione definitiva dei codici, poiché essa raccoglie tutti gli elementi istruttori necessari al riconoscimento e alla classificazione dei quadri morbosi.
Per assicurare coerenza procedurale:
- la CON.T.A.R.P. regionale, per i casi sottoposti al suo esame, deve indicare con chiarezza nel parere il riferimento tabellare della fonte di rischio oppure precisare che si tratta di rischio non tabellato;
- l’area medica deve annotare nei riquadri della sottocopertina mod. 11-SS il numero e il sottonumero MP secondo il codice A allegato alla circolare, nonché il codice nosologico M;
- le pratiche di malattie non tabellate, comprese quelle già destinate al rigetto in sede amministrativa per carenza probatoria, devono essere comunque inviate all’area medica per l’annotazione del codice nosologico e la conferma del codice A 99;
- a istruttoria conclusa, l’operatore amministrativo deve effettuare la digitazione definitiva attenendosi alle indicazioni dell’area sanitaria;
- il Modulo C, in caso di difformità tra codici acquisiti a sistema e codici riportati sul mod. 11-SS, deve invalidare il caso e rinviarlo al Modulo B per la rettifica; se rileva omissioni sul mod. 11-SS, deve invalidare il caso e rinviarlo all’area sanitaria per l’integrazione.
Criteri di utilizzo del codice A 99
La circolare ribadisce che il codice A 99 deve essere utilizzato per l’intero ambito non tabellato, includendo sia le malattie non previste in tabella sia quelle previste ma contratte in lavorazioni non tabellate. Vengono richiamate due aree di errore ricorrente:
- le ipoacusie, per le quali non deve essere usato in modo indiscriminato il valore 50 senza verificare il carattere tabellato o meno della lavorazione;
- le patologie da strumenti vibranti, per le quali non deve essere utilizzato automaticamente il valore 52 quando gli strumenti non sono tabellati o quando le manifestazioni non sono tipiche della sindrome angioneurotica e osteoarticolare.
La circolare precisa inoltre che devono considerarsi non tabellate le affezioni dei nervi, delle guaine aponeurotiche e le affezioni osteo-tendinee quando si presentano come fenomeni clinici isolati e autonomi. Un’ulteriore puntualizzazione riguarda le manifestazioni osteoarticolari a impronta artrosica: in assenza del tipico quadro angioneurotico, e quindi del fenomeno di Raynaud, esse non sono inquadrabili nella voce 52 e devono essere codificate con il valore 99.
Malattie tabellate da agenti chimici
Per le malattie tabellate da agenti chimici, la circolare richiama un criterio diverso. Poiché le tabelle indicano la sostanza patogena senza definire la patologia, la valutazione del carattere professionale deve basarsi sulle conoscenze scientifiche più avanzate sugli effetti della sostanza. Ne deriva che qualunque patologia può essere astrattamente ricondotta all’agente chimico indicato, ma in concreto solo quelle scientificamente correlabili possono essere considerate causate da tale agente.
Ai fini della codifica, anche quando la denuncia viene respinta per mancanza del nesso eziologico, la digitazione deve avvenire con il numero del codice A riferito alla sostanza chimica indiziata e non con il valore 99. La circolare porta l’esempio di un tumore del pancreas in soggetto esposto al cromo esavalente: nonostante l’assenza di evidenze scientifiche sul pancreas come organo bersaglio, il caso va respinto per assenza di nesso causale ma digitato con il codice A 05.02.
Aggiornamento dei codici M
In attesa di una revisione radicale delle classificazioni nosologiche mediante codifiche internazionali, la circolare aggiorna la classificazione di alcune malattie con codici M specifici. Sono indicati i seguenti abbinamenti:
- alveolite allergica estrinseca: 261;
- dermatiti da contatto: 364;
- orticaria da contatto: 372;
- dermatiti irritative con manifestazioni eritemato-squamose: 363;
- dermatiti irritative con manifestazioni vescicolo-bollose: 366;
- dermatiti irritative eritematose: 367;
- dermatiti irritative con manifestazioni diverse da quelle sopraindicate: 373.
La circolare ricorda inoltre che per le malattie da posizione e da vibrazioni erano già state fornite indicazioni specifiche nella circolare n. 35/1992.
Rafforzamento del sistema informativo e iniziative territoriali
Le direttive integrano quelle già contenute nella circolare n. 35/1992 e saranno seguite da interventi procedurali e organizzativi in fase di elaborazione. L’intento dichiarato è garantire la precisione e la completezza delle informazioni sulle malattie professionali e accrescere la funzionalità complessiva del sistema informativo.
La circolare collega tale obiettivo anche al ruolo istituzionale dell’INAIL nella conoscenza dei rischi lavorativi, richiamando il Decreto Legislativo n. 626/1994 e la crescente domanda di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In tale prospettiva, le Direzioni regionali e interregionali, l’Ispettorato provinciale di Bolzano e la Sede regionale di Aosta devono:
- promuovere iniziative formative per consolidare una adeguata cultura dell’informazione nel personale delle Unità dipendenti;
- programmare verifiche specifiche per attuare interventi mirati;
- riferire alla Direzione generale - Servizio Normativo Gestioni Assicurative sui risultati raggiunti entro sei mesi dalla data della circolare.
Raccomandazione finale sulla qualità della codifica
La circolare conclude raccomandando la massima accuratezza nella individuazione del codice nosologico, soprattutto per le malattie non tabellate e per quelle tabellate da agenti chimici, nelle quali il solo codice A non consente di identificare la patologia. L’intero impianto delle istruzioni è finalizzato a rendere più attendibile il patrimonio informativo dell’INAIL e a sostenere un migliore governo del fenomeno delle malattie professionali.
Punti principali
Adozione del nuovo codice A dal 22 giugno 1994
In seguito al D.P.R. n. 336/1994, che ha approvato le nuove tabelle delle malattie professionali, viene disposto l’uso del nuovo codice A con decorrenza 22 giugno 1994. Il codice è allegato in versione definitiva e sostituisce quanto previsto in precedenza, in integrazione alle istruzioni già inviate con la lettera del 13 ottobre 1994.
Ruolo dell’area sanitaria e verifica della codifica
La digitazione del numero e sottonumero della malattia professionale nella mappa "dati sanitari di base" è considerata provvisoria al momento della protocollazione e deve essere sempre sottoposta a controllo e rettifica. La definizione definitiva dei codici è affidata ai medici dell’area sanitaria, che devono annotare il codice MP sul mod. 11-SS e il codice nosologico M; la CON.T.A.R.P. regionale deve indicare nel parere il riferimento tabellare della fonte di rischio oppure segnalare il rischio non tabellato. Il Modulo C deve invalidare il caso in presenza di difformità o omissioni e rinviare rispettivamente al Modulo B o all’area sanitaria.
Uso del codice A 99 per il non tabellato
Il codice A 99 va usato per tutto l’ambito non tabellato, non solo per le malattie non presenti in tabella, ma anche per quelle previste in tabella e contratte in lavorazioni non tabellate. La circolare richiama in particolare gli errori frequenti su ipoacusie e patologie da strumenti vibranti, precisando quando le affezioni nervose, delle guaine aponeurotiche e osteo-tendinee devono essere considerate non tabellate. Viene inoltre chiarito che le manifestazioni osteoarticolari ad impronta artrosica, in assenza di fenomeno di Raynaud, devono essere codificate con 99.
Malattie tabellate da agenti chimici
Per le malattie tabellate da agenti chimici, il codice A deve corrispondere alla sostanza chimica indiziata anche quando la denuncia viene respinta per assenza di nesso eziologico (codice di chiusura negativa 40), e non va usato il valore 99. Viene fatto l’esempio del tumore del pancreas in soggetto esposto a cromo esavalente: il caso va respinto per assenza di nesso causale, ma codificato con A 05.02 e non con 99.
Aggiornamento dei codici M per alcune malattie
In attesa della revisione delle classificazioni nosologiche, la circolare stabilisce nuovi codici M per specifiche patologie: alveolite allergica estrinseca (261), dermatiti da contatto (364), orticaria da contatto (372), dermatiti irritative con manifestazioni eritemato-squamose (363), vescicolo-bollose (366), eritematose (367) e con manifestazioni diverse dalle precedenti (373).
Obiettivi organizzativi e formativi
Le direttive integrano quelle della circolare n. 35/1992 e mirano a garantire precisione e completezza dei dati sulle malattie professionali, rafforzando il sistema informativo INAIL. Le Direzioni regionali e interregionali, l’Ispettorato provinciale di Bolzano e la Sede regionale di Aosta devono promuovere iniziative formative, programmare verifiche e trasmettere i risultati entro sei mesi dalla circolare.
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