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Sentenza

Sentenza n. 801/2026 - Firenze, Sezione 1

per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Pisa, sezione lavoro, n. 719 del 27 novembre 2024

Giustizia amministrativa202501524

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pisa, sezione lavoro, n. 719 del 27 novembre 2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditrice del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito ai sensi dell’art. 114 c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza del giudice del lavoro che aveva accertato il suo diritto a percepire il compenso individuale accessorio per il servizio non di ruolo prestato come collaboratrice scolastica con contratti a tempo determinato dal 2018 al 2021, condannando il Ministero al pagamento di euro 1.359,04, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi legali dal dovuto al saldo. La sentenza era divenuta irrevocabile ed era decorso il termine dilatorio previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996. Poiché il titolo giudiziale non risultava eseguito, la ricorrente ha chiesto l’ottemperanza e, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero si è costituito senza formulare deduzioni sul merito.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che dagli atti non risultava l’esecuzione del titolo giudiziale. Ha ordinato al Ministero dell’istruzione e del merito di dare immediata e integrale esecuzione al giudicato, compiendo ogni adempimento necessario entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza. Ha nominato sin d’ora, per il caso di ulteriore inadempienza, il Direttore generale dell’Ufficio centrale del bilancio del Ministero quale commissario ad acta, con facoltà di delega a un funzionario del medesimo Ufficio. Il commissario dovrà provvedere entro sessanta giorni dalla richiesta dell’interessata, presentata dopo l’inutile decorso del termine assegnato al Ministero, agli adempimenti necessari e al pagamento delle somme ancora dovute. Il Ministero è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese, liquidate in euro 800,00 oltre oneri e accessori, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Fondamento dell’azione di ottemperanza e del potere del giudice amministrativo di ordinare l’esecuzione del giudicato e nominare, in caso di persistente inerzia, un commissario ad acta.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito nella l. n. 30/1997

    Il decorso del termine dilatorio per l’esecuzione delle sentenze di condanna nei confronti delle amministrazioni pubbliche costituisce presupposto temporale per la proposizione dell’azione di ottemperanza.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza è accoglibile quando un titolo giudiziale passato in giudicato non risulti eseguito dall’amministrazione obbligata, una volta decorso il termine dilatorio previsto per l’adempimento delle condanne pecuniarie a carico delle amministrazioni pubbliche.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per l’integrale esecuzione del giudicato e nominare contestualmente un commissario ad acta destinato a subentrare nell’inerzia amministrativa dopo l’inutile decorso di tale termine.
  • La nomina preventiva del commissario ad acta può essere accompagnata dalla previsione del termine entro cui il commissario dovrà provvedere e dalla subordinazione del suo intervento a una richiesta della parte interessata successiva all’inadempimento dell’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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