Cassazione Penale, Sentenza n. 12144/2025 del 27/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto il ricorso fondato, accertando che il Tribunale aveva preso a riferimento la pena base originaria (sette mesi) anziché la pena concretamente determinata nel decreto penale (tre mesi e quindici giorni convertiti in 7.875,00 euro). L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Rimini - Sezione GIP - per l'ulteriore corso.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza con cui il Tribunale ha sostituito la pena pecuniaria (decreto penale di condanna pari a 7.875,00 euro) con lavoro di pubblica utilità per 420 ore. L'eccezione riguarda l'errata determinazione della pena detentiva di riferimento: secondo il ricorrente il Tribunale avrebbe dovuto fare riferimento alla pena concretamente determinata nel decreto penale (tre mesi e quindici giorni di reclusione convertiti in multa) e non alla pena base originaria di sette mesi di reclusione; pertanto si deduce violazione dell'art. 459, comma 1-ter, c.p.p.
Norme richiamate
art. 459, comma 1-ter, cod. proc. pen.
La Corte interpreta la norma nel senso che la richiesta di sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità deve prendere riferimento alla pena "in concreto" determinata nel decreto penale di condanna (la durata della pena detentiva effettivamente convertita), e non a una pena base ipotetica o originaria non più operativa.
Massime di principio
- La sostituzione della pena ai sensi dell'art. 459, comma 1-ter, c.p.p. deve avere come riferimento la pena concretamente determinata nel decreto penale di condanna (es. la durata di reclusione effettivamente convertita), non la pena base originaria eventualmente indicata nel provvedimento.
- Se il giudice sostituisce la pena facendo riferimento a una pena diversa da quella concretamente determinata nel decreto penale (ad esempio per evitare un trattamento ritenuto "irrisorio"), tale decisione è illegittima e può essere annullata in sede di impugnazione.
- Per chi chiede la sostituzione è importante richiamare espressamente nel ricorso/istanza la pena concretamente determinata nel decreto penale e gli effetti della sua conversione, allegando il decreto stesso, per evitare che il giudice prenda a riferimento parametri non corrispondenti alla situazione reale.
- Se si ritiene che il decreto penale produca un risultato ingiustamente favorevole o sfavorevole, gli strumenti corretti sono l'opposizione al decreto penale o le impugnazioni previste dalla legge, non la modifica del riferimento della pena da parte del giudice al momento della sostituzione.
- In caso di violazione, la Cassazione può annullare l'ordinanza senza rinvio e rinviare gli atti al giudice di merito per il riesame secondo i criteri corretti indicati dalla Corte.
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