Sentenza del 09/06/2017 n. 14374 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato in Cassazione la sentenza della CTR Lombardia che aveva ritenuto legittimi gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2007 e 2008. Gli avvisi recuperavano a tassazione costi e IVA derivanti da fatture riferite a operazioni inesistenti con società ritenute cartiere. La ricorrente ha dedotto, tra l'altro, l'omesso esame della documentazione prodotta, la violazione dell'art. 115 c.p.c., il difetto di motivazione e la violazione del contraddittorio, lamentando che gli accertamenti nei confronti della società terza ST.S. non le erano stati previamente partecipati.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i primi quattro motivi, ritenendo che la società avesse impropriamente prospettato vizi motivazionali come errori processuali, senza dimostrare la decisività della documentazione e chiedendo una non consentita rivalutazione delle prove. Ha rigettato gli ulteriori due motivi, affermando che la CTR aveva motivato adeguatamente e che gli avvisi, insieme al PVC notificato, esponevano elementi sufficienti per consentire la difesa. Gli elementi relativi alle società cartiere costituivano presunzioni gravi, precise e concordanti. La Corte ha inoltre escluso l'obbligo di contraddittorio nei confronti del contribuente per verifiche svolte presso terzi, precisando che, per i tributi armonizzati, la violazione del contraddittorio rileva solo se il contribuente dimostra la concreta possibilità di un esito diverso. Il ricorso è stato quindi definitivamente respinto; la società è stata condannata a pagare all'Agenzia delle entrate 14.000 euro di spese, oltre alle spese prenotate a debito, nonché il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
Art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5, c.p.c.
Ricorso per cassazione per violazione di legge, nullità della sentenza o del procedimento e omesso esame di un fatto decisivo
I motivi devono essere formulati in modo coerente con il vizio denunciato. Non è ammissibile denunciare un error in procedendo per ottenere, in realtà, una nuova valutazione delle prove o della motivazione.
Art. 115 c.p.c.
Il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti
La norma non consente di censurare in Cassazione la scelta del giudice di attribuire maggiore rilievo ad alcuni elementi probatori rispetto ad altri, salvo specifiche violazioni processuali.
Art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.; art. 118 disp. att. c.p.c.; art. 36, comma 2, n. 4, D.Lgs. n. 546/1992
Obbligo di motivazione della sentenza
La motivazione è sufficiente quando consente di comprendere le ragioni della decisione; non deve esaminare singolarmente ogni argomentazione o documento prodotto dalla parte.
Art. 12, comma 2, legge n. 212/2000
Diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali
Le garanzie istruttorie previste dalla norma non si estendono al contribuente estraneo alla verifica svolta nei confronti di un soggetto terzo.
Art. 10, comma 1, legge n. 212/2000
Principio di collaborazione e buona fede
Non è violato quando l'Amministrazione utilizza dati provenienti da verifiche presso terzi, purché tali dati siano riportati o adeguatamente resi conoscibili nell'avviso e consentano un'effettiva difesa.
Articoli 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Diritto a una buona amministrazione, a un ricorso effettivo e alla presunzione di innocenza e ai diritti della difesa
Per i tributi armonizzati sussiste un obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale; la sua violazione determina l'invalidità dell'atto solo se il contribuente dimostra che il contraddittorio avrebbe potuto condurre a un risultato diverso.
Art. 13, commi 1-bis e 1-quater, D.P.R. n. 115/2002
Contributo unificato aggiuntivo in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso
In caso di rigetto integrale o di inammissibilità del ricorso, il ricorrente deve versare un ulteriore importo pari al contributo unificato dovuto per l'impugnazione.
Massime di principio
- Gli elementi raccolti dall'Amministrazione presso società terze possono essere utilizzati contro il contribuente, purché siano riportati nell'avviso in modo sufficientemente chiaro da consentire una difesa concreta.
- La presenza di fornitori privi di una struttura operativa reale, di società cartiere e di rapporti commerciali solo documentali può costituire, insieme ad altri elementi, una presunzione grave, precisa e concordante di operazioni inesistenti.
- In Cassazione non è possibile ottenere una nuova valutazione della documentazione o delle prove: occorre indicare uno specifico errore di diritto, una reale omissione su un fatto decisivo o un vizio motivazionale riconducibile ai limiti ammessi dalla legge.
- La mancata considerazione di singoli documenti non comporta automaticamente un difetto di motivazione, se il giudice ha esaminato complessivamente il materiale probatorio e ha indicato gli elementi ritenuti decisivi.
- Per i tributi armonizzati, la violazione del contraddittorio procedimentale non determina automaticamente la nullità dell'accertamento: il contribuente deve dimostrare quali specifici elementi avrebbe potuto fornire e come questi avrebbero potuto modificare l'esito.
- Per i tributi non armonizzati, il contraddittorio preventivo è obbligatorio solo quando una specifica norma lo prevede.
- Le garanzie previste per il soggetto sottoposto a verifica fiscale non si applicano automaticamente a un altro contribuente coinvolto solo indirettamente attraverso l'utilizzo di dati provenienti da controlli presso terzi.
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