Sentenza del 09/06/2017 n. 2055 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia
Processo - Prove - Rilevanza di indizi univoci a fronte di semplice dichiarazione scritta.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava un avviso di accertamento Irpef e addizionali regionale e comunale relativo al 2007, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione euro 8.508,00 indicati dalla società nel modello 770 come compensi corrisposti al contribuente, con ritenute versate per euro 755,00. Il contribuente sosteneva di non aver mai percepito tali somme e produceva una dichiarazione del legale rappresentante della società, secondo cui i compensi erano stati erroneamente assoggettati a ritenuta secondo il criterio di competenza anziché di cassa. L'Agenzia contestava che tale dichiarazione fosse insufficiente e richiamava vari elementi presuntivi: l'indicazione dei compensi nel modello 770, il mancato esperimento di azioni per ottenere il pagamento, l'assenza di rettifiche della dichiarazione della società e di richieste di rimborso delle ritenute, la mancata dichiarazione dei compensi negli anni successivi e l'assenza in bilancio di elementi compatibili con il mancato pagamento.
La decisione
La Commissione Tributaria Provinciale aveva accolto il ricorso del contribuente, ritenendo provata la mancata percezione degli emolumenti. In appello, la Commissione Tributaria Regionale ha riformato la sentenza, ritenendo legittimo l'accertamento. Ha attribuito valore probatorio pressoché nullo alla semplice dichiarazione del legale rappresentante, non rilasciata neppure come dichiarazione sostitutiva di atto notorio, e ha considerato prevalenti e convergenti gli indizi forniti dall'Agenzia. L'appello dell'Ufficio è stato quindi accolto e il contribuente è stato condannato al pagamento delle spese del doppio grado di giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Principio di tassazione per cassa dei compensi degli amministratori
I compensi degli amministratori rilevano fiscalmente al momento della loro effettiva percezione. Tuttavia, il contribuente deve fornire una prova attendibile della mancata percezione; una dichiarazione isolata e priva di adeguato supporto documentale può essere superata da una pluralità di indizi contrari.
Disciplina delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio
Una dichiarazione privata del legale rappresentante, non resa nella forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ha una limitata efficacia probatoria e può essere valutata come semplice elemento indiziario.
Modello 770 e ritenute del sostituto d'imposta
L'indicazione dei compensi nel modello 770 e il versamento delle relative ritenute costituiscono elementi rilevanti nel ricostruire l'effettiva corresponsione o disponibilità dei compensi, soprattutto se non sono stati successivamente rettificati.
Massime di principio
- Nel processo tributario una dichiarazione scritta proveniente da un terzo, soprattutto se non asseverata o non resa come dichiarazione sostitutiva di atto notorio, difficilmente prevale su una serie coerente di indizi documentali e comportamentali contrari.
- Per dimostrare la mancata percezione di un compenso soggetto a tassazione per cassa è opportuno produrre documentazione contabile e bancaria, scritture societarie, riscontri sul debito e iniziative formali per ottenere il pagamento, come diffide o costituzioni in mora.
- La mancata rettifica del modello 770, l'assenza di richieste di rimborso delle ritenute e la mancata indicazione del credito negli esercizi successivi possono essere valutate come indizi della correttezza dell'originaria dichiarazione del sostituto d'imposta.
- Il giudice può fondare la decisione su una pluralità di presunzioni semplici quando gli indizi siano convergenti, logicamente coerenti e univoci; il contribuente deve quindi contrastarli con prove concrete e non soltanto con dichiarazioni successivamente predisposte.
- La presunzione secondo cui l'incarico di amministratore è normalmente oneroso rafforza la pretesa fiscale quando non emergano elementi oggettivi che dimostrino la gratuità dell'incarico o la mancata corresponsione del compenso.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 9 giu 2017Sentenza del 09/06/2017 n. 14406 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 9 giu 2017Sentenza del 09/06/2017 n. 548 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo
- Sentenza · 9 giu 2017Sentenza del 09/06/2017 n. 824 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
- Sentenza · 9 giu 2017Sentenza del 09/06/2017 n. 1458 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana
- Sentenza · 9 giu 2017Sentenza del 09/06/2017 n. 1465 - Comm. Trib. Reg. per la Toscana
- Sentenza · 9 giu 2017Sentenza del 09/06/2017 n. 2581 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →