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Sentenza

Sentenza n. 3263/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento - dell’ordinanza sindacale del -OMISSIS--OMISSIS- febbraio 2025 n. 2, avente a oggetto “Ordinanza contingibile ed urgente ai sensi dell’Art. 54 c. IV e IV-bis del D.Lgs n.267/2000 in materia di sicurezza pubblica e vivibilità urbana finalizzata al contrasto dei fenomeni di violenza, microcriminalità e degrado urbano. Destinatario del provvedimento: esercizio di vendita a mezzo di apparecchi automatici afferenti a prodotti del settore alimentare “-OMISSIS- S.R.L.” limitatamente all’attività svolta in -OMISSIS-, -OMISSIS-”, tramite cui il Comune di -OMISSIS- ha ordinato alla Ricorrente “[…] per un periodo di mesi tre dalla data di notifica del presente provvedimento: • Il divieto di esercitare qualsiasi attività di vendita per mezzo di distributori automatici nel punto di esercizio situato in -OMISSIS-, -OMISSIS-, ogni giorno, dalle ore 19,00 alle ore 06,00 del giorno successivo, significando che nei luoghi e nei tempi qui indicati il titolo abilitativo per l’esercizio dell’attività si intende sospeso; • l’obbligo di impedire fisicamente per mezzo di idonei accorgimenti, nei medesimi orari di cui al punto precedente, l’accesso al pubblico, ai locali utilizzati per l’esercizio dell’attività del punto vendita sito in -OMISSIS-, -OMISSIS- ”, notificata in data 13 febbraio 2025; - di ogni altro atto annesso, connesso, presupposto e consequenziale, comunque lesivo degli interessi e dei diritti di parte ricorrente, anche non conosciuto.

Giustizia amministrativa202501110

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale contingibile e urgente che imponeva per tre mesi la sospensione dell’attività di vendita tramite distributori automatici dalle ore 19:00 alle ore 06:00 e la chiusura fisica dei locali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (esercente commerciale)

Prevale il privato

La controversia

La società ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell’art. 54, commi 4, 4-bis e 6, del d.lgs. 267/2000, per difetto dei presupposti di contingibilità, urgenza e tipicità del potere esercitato. Ha inoltre denunciato eccesso di potere per irragionevolezza, difetto di istruttoria, carenza dei presupposti in fatto e in diritto, travisamento, genericità della contestazione, omessa o insufficiente motivazione, abnormità, ingiustizia manifesta e sproporzione della misura. Il Comune sosteneva che l’area del distributore automatico fosse frequentata da persone gravate da precedenti di polizia o condanne e utilizzata, nelle ore serali e notturne, come rifugio o nascondiglio da soggetti responsabili di rapine. Nelle more del giudizio, essendo cessata l’efficacia trimestrale dell’ordinanza, la società ha sostituito la domanda di annullamento con la domanda di accertamento dell’illegittimità dell’atto ai sensi dell’art. 34, comma 3, c.p.a., in funzione di una futura domanda risarcitoria.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda di accertamento dell’illegittimità dell’ordinanza. Ha rilevato che il Comune aveva richiamato genericamente l’art. 54 del d.lgs. 267/2000 e i commi 4 e 4-bis, senza motivare adeguatamente l’effettiva sussistenza dei presupposti per l’esercizio del potere contingibile e urgente. La ricostruzione dell’area quale rifugio o luogo di ristoro per soggetti intenzionati a commettere reati è risultata contraddetta dagli elementi documentali: l’area era aperta, facilmente controllabile dalle forze dell’ordine, prossima a una sede della Polizia locale e dotata di videosorveglianza. Il Comune non ha provato che le telecamere sorvegliassero soltanto l’area dei distributori, né ha dimostrato una situazione tale da giustificare l’intervento straordinario. Il TAR ha inoltre ritenuto che la limitazione degli orari di vendita fosse riconducibile al potere ordinario previsto dall’art. 50, comma 7-bis, del d.lgs. 267/2000, il quale consente limitazioni anche agli esercizi che erogano alimenti e bevande mediante distributori automatici, ma per un periodo non superiore a trenta giorni e nel rispetto delle garanzie procedimentali. L’utilizzo del potere contingibile e urgente per conseguire un risultato altrimenti perseguibile mediante poteri ordinari viola il principio di eccezionalità dei poteri straordinari. Il TAR ha aggiunto che, ove l’area fosse stata effettivamente priva di adeguata sorveglianza e decoro, avrebbero potuto rilevare obblighi analoghi a quelli gravanti sugli altri gestori, ma tale circostanza non è stata provata. La qualificazione dei fatti come rifugio per autori di reati avrebbe inoltre coinvolto poteri di controllo sulla licenza riconducibili alla competenza del Questore, non del Sindaco. Il Comune è stato condannato al pagamento di 2.500 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 54, commi 4, 4-bis e 6, d.lgs. 267/2000

    Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana.

    Il potere contingibile e urgente presuppone un pericolo grave, concreto, imminente e non fronteggiabile con gli strumenti ordinari, oltre a un’adeguata motivazione sui presupposti di fatto e sull’idoneità della misura.

  • art. 50, comma 7-bis, d.lgs. 267/2000

    Il Sindaco [...] può disporre, per un periodo comunque non superiore a trenta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni [...] degli orari di vendita degli esercizi del settore alimentare o misto [...] e di erogazione di alimenti e bevande attraverso distributori automatici.

    La disposizione attribuisce un potere ordinario e specifico di limitazione degli orari, applicabile anche ai distributori automatici; la presenza di tale strumento impedisce di ricorrere al potere straordinario per eludere i relativi limiti procedimentali e temporali.

  • art. 34, comma 3, c.p.a.

    Quando viene meno l’interesse all’annullamento per la cessazione degli effetti dell’atto, il giudice può accertarne l’illegittimità se permane un interesse ai fini risarcitori.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale base per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte interessata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    La disposizione è richiamata, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Il potere contingibile e urgente del sindaco ai sensi dell’art. 54, comma 4, d.lgs. 267/2000 può essere esercitato soltanto in presenza di un pericolo grave, concreto, imminente ed eccezionale per l’incolumità pubblica o la sicurezza urbana, non fronteggiabile con gli strumenti ordinari previsti dall’ordinamento.
  • La motivazione di un’ordinanza contingibile e urgente deve dimostrare in modo puntuale la sussistenza del pericolo, il collegamento causale tra la situazione concreta e la misura adottata e l’assenza di rimedi ordinari idonei; non è sufficiente una qualificazione generica dei luoghi come fonte di degrado o rifugio per soggetti pericolosi.
  • Quando l’ordinamento attribuisce al sindaco uno specifico potere ordinario di limitazione degli orari degli esercizi alimentari e dei distributori automatici, il ricorso al potere contingibile e urgente non può essere utilizzato per superare i limiti temporali o procedimentali propri del potere ordinario.
  • La qualificazione di una situazione come riferibile alla sicurezza pubblica e al controllo delle licenze non consente al sindaco di sostituirsi all’autorità individuata dalla legge come competente, quale il questore, nell’esercizio dei relativi poteri di controllo.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiInvalidità del provvedimentoEfficacia ed esecuzione del provvedimentoDecisione e riti speciali
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneIncompetenza

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