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Sentenza

Sentenza del 06/04/2016 n. 6626 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva recuperato a tassazione l'IVA detratta dalla società nell'anno 2002, nonostante l'adesione al condono tombale previsto dall'art. 9 della legge n. 289 del 2002. Le contestazioni riguardavano, da un lato, l'acquisto di un immobile, ritenuto non inerente né concretamente strumentale all'attività d'impresa e del quale non era stato dimostrato l'effettivo utilizzo aziendale; dall'altro, un contratto di affitto d'azienda ventennale, ritenuto fittizio o comunque inesistente, poiché il corrispettivo era stato fatturato anticipatamente, non risultava pagato, era stato successivamente stornato e il contratto era stato poi risolto. La società ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale deducendo, tra l'altro, l'effetto preclusivo del condono sull'accertamento IVA, la violazione delle regole sulla detrazione dell'IVA e vizi di motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando inammissibili tutti i motivi proposti. Ha stabilito che il condono tombale IVA è incompatibile con il diritto dell'Unione Europea e non impedisce all'Amministrazione di verificare l'esistenza dei crediti IVA o il diritto alla detrazione. Ha inoltre confermato che la detrazione dell'IVA sugli acquisti richiede la prova concreta dell'inerenza e della strumentalità del bene o servizio rispetto all'attività economica, prova che grava sul contribuente. Le censure motivazionali erano inammissibili per difetto dei quesiti richiesti dalla disciplina processuale allora applicabile e perché formulavano cumulativamente vizi diversi. È stato dichiarato tardivo anche il motivo aggiunto relativo alla sottoscrizione dell'avviso di accertamento. La società è stata condannata a rimborsare all'Agenzia delle Entrate le spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 10.260,00 oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Legge n. 289 del 2002, art. 9

    Il condono non può impedire i controlli in materia di IVA, poiché una rinuncia generale e indiscriminata all'accertamento dell'imposta è incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. Inoltre, il condono incide sui debiti fiscali, ma non consolida automaticamente i crediti IVA dichiarati dal contribuente.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 19

    Il diritto alla detrazione dell'IVA sugli acquisti presuppone che il bene o servizio sia inerente e concretamente strumentale all'attività economica imponibile. La qualità di società o imprenditore e la compatibilità con l'oggetto sociale non sono sufficienti: il contribuente deve dimostrare l'effettivo collegamento con l'attività d'impresa.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 3, comma 2, n. 1

    L'affitto d'azienda è qualificato come prestazione di servizi ai fini IVA.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 6, commi 3 e 4

    Per le prestazioni di servizi, il momento di effettuazione dell'operazione è collegato, in generale, al pagamento del corrispettivo; tuttavia, tali regole non possono essere utilizzate per legittimare la detrazione relativa a fatture riferite a operazioni inesistenti.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 21, comma 7

    In caso di fatturazione per operazioni inesistenti, l'imposta indicata in fattura resta dovuta per l'intero importo, senza che la fattura possa fondare un legittimo diritto alla detrazione.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 26

    L'emissione di note di variazione richiede la presenza dei presupposti normativi; non può sanare retroattivamente una fatturazione relativa a un'operazione inesistente.

  • Direttiva 2006/112/CE, artt. 193-273

    Gli Stati membri devono garantire l'accertamento e la riscossione effettiva dell'IVA; per questo sono incompatibili norme nazionali che escludano in modo generalizzato i controlli sull'imposta.

  • D.Lgs. n. 300 del 1999, art. 57

    Dal 1° gennaio 2001 la legittimazione processuale relativa ai rapporti trasferiti alle agenzie fiscali spetta all'Agenzia delle Entrate, non al Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Massime di principio

  • L'adesione a un condono fiscale non rende automaticamente incontestabili i crediti IVA, le detrazioni o i rimborsi indicati dal contribuente: l'Amministrazione può verificarne la fondatezza.
  • Per detrarre l'IVA su un acquisto, non basta che l'operazione sia contabilizzata o astrattamente compatibile con l'oggetto sociale; occorre dimostrare, con elementi oggettivi, l'inerenza e l'effettivo o programmato utilizzo nell'attività economica imponibile.
  • In presenza di contratti anticipati, mancati pagamenti, storni, risoluzioni rapide o rapporti tra soggetti collegati, il contribuente deve fornire una documentazione particolarmente solida sull'effettività dell'operazione.
  • Una fattura relativa a un'operazione inesistente non attribuisce un diritto alla detrazione; l'imposta indicata può restare dovuta dal soggetto che l'ha emessa.
  • Nel ricorso per cassazione le censure devono essere specifiche, separate e correttamente riferite al vizio denunciato; motivi cumulativi, astratti o privi dei requisiti processuali possono essere dichiarati inammissibili senza esame nel merito.
  • Le eccezioni di invalidità dell'atto tributario devono essere sollevate tempestivamente nei precedenti gradi di giudizio e, di regola, non possono essere introdotte per la prima volta in cassazione.

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