Cassazione Penale, Sentenza n. 27144/2025 del 24/07/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'imputato impugnava la sentenza della Corte d'Appello che lo aveva ritenuto colpevole di danneggiamento continuato. I due motivi articolati in cassazione riguardavano: 1) vizio di motivazione e travisamento della prova, perché la condotta contestata nel capo d'imputazione riguardava il danneggiamento della "fiancata sinistra" del veicolo mentre la Corte d'Appello aveva ritenuto decisivo un video che mostra un soggetto intento ad avvicinarsi e abbassarsi sul lato destro della vettura; 2) carenza e illogicità della motivazione con riferimento alla identificazione del filmato prodotto in giudizio, lamentando che non fosse provato che il video mostrato all'imputato e alla moglie fosse lo stesso esaminato dal giudice.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: ha riscontrato una contraddittorietà insanabile tra la descrizione dell'illecito (danneggiamento lato sinistro) e le immagini ritenute probatorie (che ritraggono il lato destro), per cui la motivazione è viziata. Il secondo motivo è stato assorbito. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Messina. Spese al definitivo. Si segnala che il Pubblico Ministero aveva richiesto l'inammissibilità del ricorso, richiesta non accolta sul punto decisivo.
Massime di principio
- La motivazione della condanna deve essere coerente con il fatto formalmente contestato nel capo d'imputazione: se l'accusa porta sul punto un elemento essenziale (es. lato del veicolo danneggiato), la prova utilizzata per la condanna deve ricondursi senza contraddizioni a quello stesso elemento.
- Un video di sorveglianza può essere decisivo, ma il giudice deve chiarire e motivare come le immagini corrispondano esattamente alla condotta contestata; disallineamenti rilevanti possono determinare l'annullamento della sentenza.
- Se la prova audiovisiva o documentale è stata mostrata alle parti in forma diversa o non è garantita la sua identificazione/continuità (chain of custody), ciò può costituire motivo di censura e richiedere accertamenti integrativi o la rinnovazione dell'istruttoria.
- In presenza di contraddizioni sulla ricostruzione del fatto essenziale, la Corte di Cassazione tende a disporre il rinvio per nuovo esame piuttosto che sopperire alle lacune probatorie, specie quando il vizio investe il nucleo della fattispecie contestata.
- Per prevenire simili problemi, chi esercita l'azione penale e la parte civile devono descrivere con precisione gli elementi materiali del fatto e produrre e certificare la corrispondenza probatoria (es. attestare l'origine e l'integrità dei filmati) già nella fase procedimentale di merito.
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