Cassazione Civile, Ordinanza n. 34205/2021 del 15/11/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (privato)
La controversia
La controversia riguarda la determinazione dell'indennità di acquisizione ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001, relativa a terreni occupati e acquisiti dalla pubblica amministrazione in un procedimento connesso al dissesto idrogeologico. La Corte d'appello aveva accolto l'opposizione alla stima dei proprietari, ritenendo i suoli edificabili nonostante la classificazione urbanistica in zona F3 (spazi pubblici attrezzati, sport e verde), perché le norme tecniche di attuazione consentivano, per alcune attrezzature, l'intervento diretto dei privati in convenzione con il Comune. Aveva quindi determinato l'indennità sul valore venale dei terreni, oltre al ristoro per l'occupazione sine titulo. La ricorrente principale ha impugnato l'ordinanza con due motivi: con il primo ha denunciato violazione dell'art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 per avere la Corte territoriale qualificato come edificabili aree destinate dallo strumento urbanistico a uso pubblicistico; con il secondo ha lamentato la cattiva applicazione del principio di diritto di Cass. n. 5631/2012, sostenendo che la mera astratta possibilità di iniziativa privata non bastasse, occorrendo verificare l'effettiva concreta attuazione mediante strumenti di convenzionamento, circostanza che non risultava dedotta né provata. Il controricorrente ha resistito e proposto ricorso incidentale condizionato, deducendo violazione del principio secondo cui il proprietario ha diritto al valore venale del bene.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse correttamente applicato i principi in tema di edificabilità legale ai fini indennitari, avendo accertato che, alla data del decreto di acquisizione, lo strumento urbanistico consentiva nelle norme tecniche anche l'intervento edilizio diretto dei proprietari in regime di convenzione, circostanza idonea a qualificare i terreni come edificabili. Il ricorso incidentale condizionato è stato dichiarato assorbito. La Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore del controricorrente e ha escluso il raddoppio del contributo unificato per le Amministrazioni dello Stato, richiamando l'esonero dal materiale versamento mediante prenotazione a debito.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Le censure erano formulate come violazione e falsa applicazione di norme di diritto.
art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001
È la disciplina applicata per la determinazione dell'indennità di acquisizione e del ristoro per l'occupazione sine titulo.
art. 32 d.P.R. n. 327/2001
È richiamato come norma che recepisce il criterio di determinazione del valore venale del bene nelle espropriazioni.
art. 37, comma 4, d.P.R. n. 327/2001
non sussistono le possibilità legali di edificazione quando l'area è sottoposta ad un vincolo di inedificabilità assoluta
La Corte lo richiama per affermare che la nozione di edificabilità legale dipende dalla concreta possibilità di edificazione consentita dallo strumento urbanistico e dai vincoli impressi all'area.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
La Corte esclude il raddoppio del contributo unificato nei confronti delle Amministrazioni dello Stato, esonerate dal versamento materiale tramite prenotazione a debito.
L. n. 359/1992, art. 5-bis
È richiamato come fonte del criterio di ricognizione e valutazione del terreno ai fini indennitari, poi confluito nel d.P.R. n. 327/2001.
Massime di principio
- Ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione o di acquisizione, la qualificazione del suolo come edificabile o non edificabile va compiuta con riguardo alla situazione urbanistica e normativa esistente alla data del decreto ablatorio, secondo il criterio dell'edificabilità legale.
- Non basta che l'area sia destinata in astratto a funzione pubblica: se lo strumento urbanistico consente espressamente l'intervento edilizio diretto dei privati, anche in convenzione con il Comune, la destinazione può integrare edificabilità rilevante in sede indennitaria.
- La mera previsione di una destinazione pubblicistica non esclude la edificabilità quando il piano urbanistico contempli concretamente modalità attuative riconducibili all'iniziativa privata e quindi alla nozione tecnica di edificazione privata.
- In sede di legittimità, le censure che mirano a contestare la valutazione della Corte di merito sulla natura edificabile dell'area sono inammissibili se la decisione impugnata si fonda su corretta applicazione dei principi di diritto e su un accertamento coerente con le risultanze tecniche richiamate.
- Il ricorso incidentale condizionato resta assorbito quando il ricorso principale è dichiarato inammissibile.
- Il raddoppio del contributo unificato non si applica alle Amministrazioni dello Stato, che versano il contributo mediante il meccanismo della prenotazione a debito.
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