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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13580/2024 del 03/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale per il Riesame di Napoli (3/11/2023) che aveva respinto l'appello del Pubblico ministero avverso l'ordinanza del GIP di Benevento (25/9/2023) che aveva rigettato la richiesta di misura cautelare. Il Pubblico ministero deduce un unico motivo: vizio di coerenza e ragionevolezza della motivazione del Tribunale, definita manifestamente illogica, con violazione della norma sostanziale (art. 648-bis c.p., riciclaggio) e di norme processuali (art. 273 c.p.p.), per aver ritenuto insussistenti i gravi indizi relativi alla contestazione di riciclaggio per fatti commessi il 6/2/2017

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. Motivi: (1) limite del sindacato di legittimità in materia cautelare: la Corte può solo verificare la coerenza logica e il rispetto dei principi di diritto nella motivazione dei giudici di merito, non può sostituirsi a loro in una nuova valutazione delle prove; (2) il ricorso è formalmente carente e non autosufficiente: il Pubblico ministero non ha espressamente riprodotto nel ricorso le esigenze cautelari attuali o allegato/incorporato gli atti richiamati, omettendo di dimostrare la persistenza e l'attualità delle esigenze cautelari; (3) i giudici di merito hanno svolto un esame critico approfondito delle fonti, valutando attendibilità, alternative plausibili e l'eventuale incompatibilità normativa tra la fattispecie di riciclaggio e una ipotetica partecipazione ai reati presupposto, motivazione che non risulta viziata secondo i canoni di legge (art. 606 c.p.p., lett. e).

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale base dell'appello del Pubblico ministero al Tribunale per il riesame; non oggetto diretto di censura della Corte di cassazione nella decisione di inammissibilità

  • art. 648-bis cod. pen.

    Fattispecie sostanziale contestata (riciclaggio). La Corte rileva che il ricorso tenta di contestare l'interpretazione giudicata in sede cautelare sulla sussistenza dei gravi indizi e sull'eventuale rapporto con i reati presupposto, ma tale contestazione comporterebbe una rivalutazione probatoria non consentita in sede di legittimità cautelare

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata dal ricorrente; la Corte segnala che l'impugnazione non ha dimostrato violazioni procedurali rilevanti né motivazione manifestamente illogica ai sensi di sindacato limitato dalla giurisprudenza

  • art. 606, comma 1, lett. e, cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. e, cod. proc. pen.

    Fondamento del controllo in Cassazione sulla motivazione: la Corte verifica la coerenza logica della motivazione del giudice di merito, non la corretta valutazione delle prove; nel caso concreto la motivazione impugnata è stata ritenuta conforme ai canoni richiesti

Massime di principio

  • La Corte di cassazione, in materia cautelare personale, non sostituisce il proprio convincimento a quello dei giudici di merito: può soltanto verificare la coerenza logica e la conformità ai principi di diritto della motivazione
  • Un ricorso per cassazione che si limiti a prospettare una diversa valutazione delle stesse circostanze già esaminate dal giudice di merito è inammissibile
  • Il Pubblico ministero deve rendere il ricorso autosufficiente: se richiama atti o motivazioni già depositate deve allegarli o incorporarne testualmente il contenuto, e deve esporre esplicitamente e con elementi concreti l'attualità delle esigenze cautelari che giustificano la misura
  • Quando si contesta la gravità indiziaria per reati come il riciclaggio, è necessario mostrare non solo la consistenza degli indizi storici, ma anche perché alternative plausibili individuate dal giudice (es. concorso nei reati presupposto o altre spiegazioni) non siano verosimili
  • Nelle impugnazioni cautelari la forma e la chiarezza dell'esposizione sono cruciali: censure ellittiche o generiche possono determinare l'inammissibilità per difetto di autosufficienza

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