Cassazione Penale, Sentenza n. 13048/2026 del 09/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'assoluzione pronunciata dalla Corte d'appello di Torino. Il Procuratore generale lamentava violazione di legge e vizio di motivazione: a suo avviso la Corte d'appello avrebbe erroneamente ritenuto che, alla data della carcerazione del Luppino (30 giugno 2020), non fosse stato predisposto un piano criminoso completo. Il ricorrente evidenziava contatti consolidati tra i correi fin da marzo 2020, l'individuazione preventiva delle societa' sui cui conti prelevare i fondi (Endurance Overseas s.r.l., Propagroup s.p.a., Costruzioni Meccaniche Weingrill ing. Zeno s.r.l., Sigea s.p.a., Massifond s.p.a.), la predisposizione di falsi certificati digitali, la pianificazione operativa per trasferire i proventi (costituzione di societa' in Georgia a cura di Panuccio e Zoidze) e la messa a disposizione dell'autovettura di proprieta' di Luppino usata per recarsi in Georgia, elementi che secondo il ricorrente dimostravano la completa e concreta operativita' del piano all'epoca dell'arresto.
La decisione
La Corte di legittimita' ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazione: la censura del Procuratore attiene alla valutazione del materiale probatorio e propone un'interpretazione alternativa dei fatti; invece la cognizione della Corte di cassazione e' limitata a verificare la logicita', la coerenza e l'assenza di manifesta illogicita' o contraddittorieta' nella motivazione del giudice di merito. La Corte ha ritenuto che la Corte territoriale avesse offerto un compendio argomentativo unitario e non manifestamente illogico nel distinguere le attivita' poste in essere prima e dopo l'arresto del Luppino e nel ritenere non provato, oltre ogni ragionevole dubbio, che al 30 giugno 2020 il piano fosse gia' definito nei suoi dettagli. Poiche' il ricorso mirava a una rivalutazione probatoria e non a contestare un vizio motivazionale specifico o una violazione di legge, e' stato dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
Giurisprudenza Sez. 6, Casula
Sez. 6, n. 10951 del 15/03/2006, Casula, Rv. 233708
Principio secondo cui la Corte di cassazione non puo' rinnovare la valutazione del materiale probatorio: e' chiamata a controllare l'effettivita', la non manifesta illogicita' e la coerenza della motivazione del giudice di merito, non a sostituirsi a esso nella ricostruzione dei fatti
Giurisprudenza Sez. 5, Moro
Sez. 5, n. 1004 del 30/11/1999, dep. 2000, Moro, Rv. 215745
Conferma il perimetro restrittivo della cognizione di legittimita': non e' sufficiente che gli atti processuali propongano una ricostruzione alternativa dei fatti per giustificare l'annullamento
Giurisprudenza Sez. 5, Ghelli
Sez. 5, n. 11049 del 13/11/2017, Ghelli
Ribadisce che la Cassazione valuta la logicita' e la coerenza motivazionale, non la persuasivita' alternativa di una diversa ricostruzione dei fatti
Giurisprudenza Sez. 2
Sez. 2, n. 33578 del 20/05/2010, Rv. 248128
Sottolinea che la semplice esistenza di elementi contrastanti non e' sufficiente: occorre dimostrare un vizio della motivazione idoneo a incidere sulla decisione
Massime di principio
- La Corte di cassazione non procede a una nuova valutazione delle prove: se il ricorrente contesta solo la valutazione del giudice di merito, il ricorso rischia l'inammissibilita'.
- Per ottenere accoglimento in Cassazione e' necessario censurare un vizio di diritto o un vizio della motivazione (contraddittorieta', omissione, illogicita' manifesta), non soltanto offrire una diversa lettura dei fatti.
- Una sentenza di merito che espone un compendio argomentativo unitario e coerente difficilmente viene travolta dalla Cassazione se non emergono errori giuridici o palese insussistenza logica.
- Nelle imputazioni di concorso a un piano criminoso, e' decisivo provare che il piano fosse gia' definito e attuativo alla data rilevante; elementi successivi non sono automaticamente imputabili a chi era gia' detenuto, salvo prova di partecipazione antecedente.
- Documenti o intercettazioni che sembrano contrastare una valutazione del giudice devono essere utilizzati per dimostrare un effettivo vizio motivazionale, non solo per proporre un'interpretazione alternativa.
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