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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6345/2024 del 13/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza della Corte di appello che aveva assolto gli imputati dal reato contestato (capo C: coltivazione di 5260 piante di canapa indiana e detenzione di 600 kg di marijuana) ritenendo che le analisi chimiche mostravano superamenti della soglia di THC; il ricorrente deduceva violazione dell'art. 73, comma 4, del DPR 309/90 e vizio di motivazione perché, a suo avviso, la maggioranza dei campioni presentava THC oltre il limite e ciò avrebbe dimostrato la concreta offensività della condotta e la destinazione alla commercializzazione dello stupefacente.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo generico perché non ha affrontato compiutamente la motivazione della Corte di appello, la quale, nel rispetto del rinvio ricevuto, aveva valutato non solo i singoli valori di THC ma anche la possibile ibridazione spontanea delle piante (ai sensi dell'art. 4, comma 7, della legge 2016 richiamata) e l'assenza di dati tecnici sulla coltivazione tali da provare la volontà dolosa degli imputati. Per tale ragione l'assoluzione è stata confermata e il ricorso rigettato per inammissibilità.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990 art. 73, comma 4

    Il ricorrente sostiene che il superamento della soglia di principio attivo comporti automaticamente l'illiceità della coltivazione e la rilevanza penale della condotta

  • Legge 2016 (richiamata come "art. 4 comma 7 della 1.262/2016" nella sentenza)

    La Corte di appello ha interpretato questa disposizione come causa di esclusione della responsabilità dell'agricoltore autorizzato nel caso in cui l'aumento di THC derivi da ibridazione spontanea o fenomeni non dolosi della coltivazione; in tale ipotesi l'illecito penale può venire meno

Massime di principio

  • In caso di coltivazione autorizzata di cannabis industriale, il superamento occasionale della soglia di THC non determina automaticamente responsabilità penale se esistono elementi indicativi di ibridazione spontanea o fattori non dolosi che spieghino l'anomalia.
  • La valutazione delle analisi tossicologiche deve essere organica: valori eterogenei tra i campioni possono sostenere l'ipotesi di fenomeni naturali piuttosto che di una condotta volontaria orientata alla produzione di sostanza stupefacente.
  • Spetta all'accusa fornire prove specifiche e confrontare i dati tecnici di coltivazione (es. tipologia di sementi, pratiche colturali, campionamenti comparativi) per dimostrare la volontà dolosa o la destinazione alla commercializzazione.
  • In sede di impugnazione, il ricorso deve confrontarsi puntualmente con la motivazione della decisione impugnata: ragioni generiche o che non superano la spiegazione data dal giudice di merito possono essere dichiarate inammissibili.
  • La presenza di grandi quantitativi sequestrati e modalità di detenzione può essere indizio di finalità commerciale, ma occorre un valutazione complessiva e prove dirette o indiziarie robuste per fondare una condanna.

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