Ordinanza n. 2707/2026 - Palermo, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Mancata integrale esecuzione della sentenza del TAR Sicilia n. 2836/2020, relativa alla restituzione dei terreni occupati sine titulo, e richiesta di chiarimenti del commissario ad acta sulle modalità di esecuzione del pagamento
Esito
La controversia
I proprietari hanno promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 2836/2020, che aveva condannato il Comune alla restituzione, previa rimessione in pristino, dei terreni di loro proprietà, censiti al foglio 54, particella 2140, facendo salva la facoltà dell’amministrazione di disporne l’acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e il diritto al risarcimento per il periodo di occupazione senza titolo. Con sentenza n. 1106 del 20 aprile 2026, il TAR aveva ordinato al Comune di provvedere entro sessanta giorni, consentendo in alternativa l’adozione di un provvedimento acquisitivo ex art. 42-bis; considerata la procedura di dissesto in corso, aveva precisato che l’adozione dell’atto acquisitivo spettava all’OSL, mentre la scelta tra restituzione e acquisizione restava agli organi istituzionali comunali, nominando un commissario ad acta per l’eventuale inerzia. Il commissario ha riferito che l’OSL, con deliberazione n. 5 del 7 luglio 2026, avrebbe disposto l’ammissione alla massa passiva del debito e ha chiesto chiarimenti sull’eventuale sostituzione commissariale dell’OSL nella fase di pagamento e sulle relative modalità.
La decisione
Il TAR non ha ancora deciso l’istanza di chiarimenti del commissario ad acta, né ha stabilito se questi possa sostituirsi all’OSL nella fase di pagamento. Ha disposto l’acquisizione della deliberazione OSL n. 5/2026 e degli eventuali atti prodromici, da depositare entro venti giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, rinviando l’ulteriore esame alla camera di consiglio del 17 novembre 2026. Nelle more ha precisato che resta fermo il potere-dovere del Comune e, per esso, dell’OSL di dare integrale esecuzione al giudicato mediante il pagamento delle somme dovute, nel rispetto della disciplina sul funzionamento dell’organismo straordinario di liquidazione.
Norme richiamate
rimane ferma, e non viene pregiudicata dalla presente sentenza, la facoltà del Comune di determinarsi ai sensi dell’art. 42 bis mediante l’adozione del provvedimento acquisitivo e la liquidazione al privato del relativo indennizzo, con salvezza in ogni caso del diritto al risarcimento del danno per il periodo di occupazione senza titolo da liquidarsi conformemente al disposto di cui al comma 3, secondo periodo, del medesimo articolo
La facoltà di adottare il provvedimento acquisitivo ex art. 42-bis resta alternativa alla restituzione del bene e comporta la liquidazione dell’indennizzo, senza pregiudicare il diritto al risarcimento per il periodo di occupazione senza titolo.
artt. 246 e ss. d.lgs. 267/2000
in considerazione del fatto che presso il Comune di Canicattì è attualmente in corso la procedura di cui agli artt. 246 e ss. d.lgs. 267/00, è stato precisato che l’adozione dell’atto di acquisizione rientra tra le attribuzioni dell’OSL
Nel contesto della procedura di dissesto, l’adozione dell’atto acquisitivo è attribuita all’OSL; la scelta tra restituzione e acquisizione resta invece agli organi istituzionali dell’ente locale.
Massime di principio
- Nell’esecuzione di un giudicato che impone la restituzione di un bene occupato illegittimamente, l’amministrazione può, nei termini e alle condizioni stabiliti dal giudicato, optare per l’acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001; la scelta tra restituzione e acquisizione può restare distinta dalla competenza a adottare il provvedimento acquisitivo.
- La pendenza della procedura di dissesto non elimina il dovere di dare integrale esecuzione al giudicato, compreso il pagamento delle somme dovute, che deve avvenire nel rispetto della disciplina propria dell’organismo straordinario di liquidazione.
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