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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33631/2025 del 10/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Romito impugnava l'ordinanza del 3 febbraio 2025 che aveva disposto il ripristino nei suoi confronti della misura degli arresti domiciliari in luogo del divieto di avvicinamento alle persone offese. Denunciava violazione di legge e illogicità della motivazione perché, a suo avviso, il Tribunale si era limitato a recepire l'atto d'appello senza considerare elementi a suo favore (tra cui l'archiviazione del procedimento a carico del tecnico Antonicelli ritenuto autore di una falsa relazione), la generica menzione di altre procedure amministrative dei familiari e la significativa distanza temporale dei fatti contestati.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Il giudice ha ritenuto adeguata e non manifestamente illogica la motivazione del Tribunale del riesame che ha valorizzato la gravità e la perdurante rilevanza delle condotte contestate (minacce e condotte costrittive, reiterate e poste in concorso con un amministratore pubblico), la durata temporale delle condotte (oltre un anno), la partecipazione della famiglia e la persistenza di esigenze cautelari non attenuate dal semplice decorso di tempo o dalla condotta positiva durante una precedente misura. È stata confermata la necessità degli arresti domiciliari; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e sono stati disposti gli adempimenti di competenza della cancelleria ai sensi dell'art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • artt. 81, 110, 117, 56, 317, 629 cod. pen.

    Articolazione dei reati contestati: concorso di persone, delitti connessi a minacce, costrizione e corruzione/abuso d'ufficio in funzione della ricostruzione della gravità e pericolosità delle condotte che giustificano misure cautelari.

  • art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.

    Disposizioni procedurali relative agli adempimenti di cancelleria in caso di conferma/ripristino della misura cautelare.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 4, n. 17470 del 22/03/2024, Rv. 286207)

    Principio secondo cui il mero decorso del tempo in stato di limitazione della libertà personale e la buona condotta durante la misura non sono, di per sé, idonei a escludere l'attualità delle esigenze cautelari.

Massime di principio

  • La misura cautelare va valutata sulla base della gravità concreta dei fatti, della durata e della reiterazione delle condotte e della personalità dell'indagato; elementi di buona condotta o breve permanenza in una misura precedente non annullano automaticamente le esigenze cautelari.
  • Il rischio cautelare non si limita al possibile reiterarsi dello stesso reato contro le medesime persone: va considerato anche il più ampio pericolo di reiterazione di condotte illecite e l'influenza di relazioni familiari o politiche che possano rafforzare la capacità intimidatoria dell'indagato.
  • Per ottenere la sostituzione o la revoca di una misura cautelare è necessario documentare un cambiamento concreto e attuale delle circostanze che giustificano la misura (es. archiviazioni effettive di procedimenti rilevanti, elementi concreti di ravvedimento o impossibilità materiale a reiterare), non basta una contestazione generica della motivazione avversaria.
  • Il giudizio di merito sulle esigenze cautelari è rimesso principalmente al giudice del merito; il controllo in sede di legittimità è limitato a vizi manifesti di illogicità o a gravi lacune motivazionali.
  • Quando si censurano riferimenti a procedimenti paralleli di familiari o a fatti distanziati nel tempo, occorre dimostrare in modo specifico la non pertinenza o l'insussistenza di tali elementi, poiché il Tribunale può considerarli indici rilevanti di pericolosità.

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