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Sentenza

Sentenza n. 594/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento - del decreto della Direzione generale per il personale militare del Ministero della Difesa prot. n. M_D AB05933 REG 2023 0439397 del 28.07.2023, notificato al ricorrente il 2 settembre 2023 con cui è stata disposta, nei confronti del Venettilli, a scioglimento della riserva, la decadenza dalla nomina al grado di Maresciallo del ruolo Ispettori dell'Arma dei Carabinieri per essere reinserito nel ruolo dei Sovrintendenti con il grado precedentemente rivestito a decorrere dal 28.06.2019 (Allegato n. 1) - del decreto della Direzione generale per il personale militare del Ministero della Difesa prot. n. M_D AB05933 REG 2023 0473308 del 14.082023, notificato al ricorrente il 05.10.2033 con cui è stata disposta, nei confronti del Venettilli, a scioglimento della riserva, la decadenza dalla nomina al grado di Maresciallo ordinario; (Allegato n. 2) in subordine, - disporre il risarcimento per danno curriculare e da perdita di chance per mancata progressione di carriera a causa dell'impossibilità di partecipare a concorsi interni, - in ogni caso condannare l'Amministrazione resistente al pagamento delle spese tutte di lite con diritti ed onorari di avvocato I.V.A. e C.P.A. nelle aliquote di legge.

Giustizia amministrativa202314446

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreti ministeriali di decadenza dalla nomina al grado di Maresciallo e di reinserimento nel ruolo dei Sovrintendenti con il grado precedentemente rivestito

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato due decreti della Direzione generale per il personale militare del Ministero della Difesa, con i quali, a scioglimento della riserva, era stata disposta la decadenza dalla nomina al grado di Maresciallo del ruolo Ispettori dell'Arma dei Carabinieri e, in un caso, il reinserimento nel ruolo dei Sovrintendenti con il grado precedentemente rivestito. In via subordinata aveva chiesto il risarcimento del danno curriculare e da perdita di chance per la mancata progressione di carriera e l'impossibilità di partecipare a concorsi interni. Prima della decisione, il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione del ricorrente circa il venir meno dell'interesse alla coltivazione del ricorso e ha dichiarato il giudizio improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lettera c), e 85, comma 9, c.p.a. Non sono stati esaminati i motivi di illegittimità dedotti contro i decreti né la domanda risarcitoria subordinata. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell'esito processuale.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale base processuale per la definizione del giudizio in presenza della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La dichiarazione del ricorrente dalla quale risulti il venir meno dell'interesse alla coltivazione del ricorso determina la sopravvenuta carenza di interesse e comporta la dichiarazione di improcedibilità della domanda, senza esame del merito dei motivi dedotti.
  • In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare integralmente le spese di lite quando l'esito processuale costituisca motivo idoneo a giustificarlo.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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