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Ordinanza

Ordinanza n. 8505/2026 - Roma, Sezione 4

per l'annullamento a) della nota n. 239811/124/Ord. del 04 agosto 2025, con la quale il Comando Generale ha definito le posizioni dell’interpello di personale per le esigenze della Tenenza di Lampedusa (n. prot. 0177072/2025); b) della nota di trasmissione prot. n. 0263248/2025 del 07/08/2025; c) per quanto possa occorrere, dell’avviso di interpello di personale per le esigenze della Tenenza di Lampedusa n. prot. 0177072/2025; d) del parziale diniego di accesso agli atti comunicato con nota prot. n. 0285711 del 24.9.2025; nonché per la declaratoria - del diritto del ricorrente a ottenere una corretta e motivata valutazione della posizione personale e la conseguente condanna dell’Amministrazione resistente, ai sensi dell’art. 30 e 34 c.p.a., a procedere all’assegnazione dell’incarico di Comandante della Tenenza di Lampedusa.

Giustizia amministrativa202513180

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IVOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: atti conclusivi della procedura di interpello per le esigenze della Tenenza di Lampedusa, diniego parziale di accesso agli atti e mancata assegnazione dell’incarico di Comandante

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la nota con cui il Comando Generale ha definito le posizioni dell’interpello di personale per le esigenze della Tenenza di Lampedusa, la relativa nota di trasmissione, l’avviso di interpello e il parziale diniego di accesso agli atti. Ha inoltre chiesto l’accertamento del diritto a una corretta e motivata valutazione della propria posizione e la condanna dell’Amministrazione all’assegnazione dell’incarico di Comandante della Tenenza. All’udienza pubblica ha chiesto un rinvio per poter proporre motivi aggiunti. Il Collegio ha rilevato d’ufficio, ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a., possibili profili di inammissibilità o improcedibilità del ricorso, poiché non risulta impugnata la determinazione di trasferimento di altro militare, depositata dall’Amministrazione, con la quale sarebbe stata definita la procedura di interpello.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito i motivi di ricorso né la richiesta di rinvio per la proposizione di motivi aggiunti. Ha sottoposto alle parti la questione rilevata d’ufficio relativa alla possibile inammissibilità o improcedibilità del ricorso per mancata impugnazione della determinazione di trasferimento che avrebbe concluso la procedura di interpello. Ha assegnato alle parti trenta giorni dalla notificazione o comunicazione dell’ordinanza per depositare memorie sulla questione e ha rinviato la trattazione all’udienza pubblica del 7 ottobre 2026.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    possibili profili di inammissibilità/improcedibilità del ricorso

    Il Collegio ha utilizzato la disposizione per sottoporre alle parti la questione rilevata d’ufficio, garantendo il contraddittorio prima di assumere una decisione sulla possibile inammissibilità o improcedibilità.

  • art. 30 c.p.a.

    Richiamato nella domanda del ricorrente quale base della richiesta di condanna dell’Amministrazione.

  • art. 34 c.p.a.

    Richiamato nella domanda del ricorrente per ottenere la declaratoria del diritto e la conseguente condanna dell’Amministrazione.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo rileva d’ufficio una possibile causa di inammissibilità o improcedibilità, deve sottoporla alle parti ai sensi dell’art. 73, comma 3, c.p.a. e assegnare un termine per il contraddittorio prima di decidere.
  • La mancata impugnazione dell’atto sopravvenuto che abbia definito la procedura amministrativa controversa può porre una questione di inammissibilità o improcedibilità del ricorso, da esaminare previo contraddittorio con le parti.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processualeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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