Sentenza n. 1181/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'annullamento della Disposizione Dirigenziale n.-OMISSIS-, con cui si diffidava la ricorrente a lasciare libero da persone e cose il locale di proprietà del Comune di Napoli sito in Napoli alla Via -OMISSIS-;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: disposizione dirigenziale di sgombero e diffida a lasciare libero un locale comunale di edilizia residenziale pubblica occupato senza titolo
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il giudizio è stato riassunto dinanzi al TAR dopo che il Tribunale civile aveva dichiarato il difetto di giurisdizione. La ricorrente, già convivente con il precedente assegnatario dell’alloggio, deceduto nel 2017, sosteneva di possedere i requisiti per il subentro o la regolarizzazione dell’occupazione, richiamando la propria stabile presenza nell’immobile, l’appartenenza al nucleo familiare dell’assegnatario e il pagamento dei canoni. Deduceva: violazione e falsa applicazione degli artt. 14 e 2, comma 3, della l.r. Campania n. 18/1997; sviamento, difetto di istruttoria e carenza di motivazione, per non avere l’amministrazione considerato i requisiti soggettivi per la regolarizzazione; nullità del provvedimento per difetto assoluto di attribuzione ex art. 21-septies l. n. 241/1990, sostenendo che il Comune avesse esercitato illegittimamente un potere di autotutela ai sensi dell’art. 54 TUEL e su un bene non demaniale; violazione dell’art. 30 l.r. Campania n. 18/1997, assumendo che il potere di ordinare il rilascio spettasse esclusivamente al Sindaco e non al dirigente; sproporzione della misura, avuto riguardo allo stato di necessità abitativa, al pagamento dei canoni e all’assenza di un prevalente interesse pubblico all’allontanamento.
La decisione
Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha escluso la nullità e il difetto di competenza, rilevando che l’atto è stato adottato dal dirigente competente ai sensi dell’art. 30 l.r. Campania n. 18/1997, nell’esercizio di poteri ordinari, e non quale ordinanza contingibile e urgente ex art. 54 TUEL. In applicazione della separazione tra politica e amministrazione e dell’art. 107 TUEL, l’adozione dello sgombero di un immobile appartenente al patrimonio indisponibile dell’amministrazione, quale espressione di autotutela esecutiva, rientra nella competenza del dirigente del servizio comunale preposto, individuato nel Servizio politiche della casa. Le censure relative alla mancata istruttoria sui requisiti per la regolarizzazione sono state ritenute prima ancora inammissibili e comunque infondate, perché l’ACER non aveva adottato alcun provvedimento espresso sulla domanda di regolarizzazione: tali doglianze avrebbero dovuto essere fatte valere mediante azione avverso il silenzio, non attraverso l’impugnazione dello sgombero, né potevano essere esaminate come domanda autonoma di accertamento, ammessa nel processo amministrativo solo in via residuale. Il provvedimento è stato ritenuto adeguatamente motivato mediante il riferimento all’occupazione abusiva priva di titolo. Il TAR ha inoltre affermato che il legittimo possesso di un alloggio ERP può derivare soltanto da una posizione utile in graduatoria o dalla favorevole conclusione di un procedimento di voltura o sanatoria; il bisogno abitativo e il pagamento dei canoni non legittimano l’occupazione senza titolo. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 14 l.r. Campania n. 18/1997
La disposizione è stata invocata dalla ricorrente quale base del preteso subentro nell’assegnazione da parte dei componenti del nucleo familiare, ma il TAR non ha riconosciuto la sussistenza di un titolo legittimante l’occupazione.
art. 2, comma 3, l.r. Campania n. 18/1997
possono essere considerati componenti del nucleo familiare anche persone non legate a vincoli di parentela o affinità, qualora la convivenza istituita abbia carattere di stabilità e sia finalizzata alla reciproca assistenza morale e materiale
La norma è stata richiamata dalla ricorrente per sostenere l’inclusione nel nucleo familiare dell’assegnatario, ma la relativa pretesa non è stata esaminata come titolo autonomo di legittimazione dell’occupazione nel giudizio contro lo sgombero.
art. 30 l.r. Campania n. 18/1997
La disposizione disciplina il rilascio degli alloggi ERP occupati senza titolo; secondo il TAR, non attribuisce necessariamente il potere al solo Sindaco, poiché lo sgombero adottato nell’esercizio di poteri ordinari rientra nella competenza dirigenziale.
art. 107 d.lgs. n. 267/2000
In base al principio di separazione tra politica e amministrazione, gli atti di gestione amministrativa, tra cui lo sgombero di un immobile ERP occupato senza titolo, spettano ai dirigenti competenti.
art. 54 d.lgs. n. 267/2000
Il provvedimento impugnato non è stato adottato ai sensi della disciplina delle ordinanze contingibili e urgenti, ma nell’esercizio di poteri ordinari di autotutela esecutiva.
art. 21-septies l. n. 241/1990
Non ricorre la nullità per difetto assoluto di attribuzione, poiché l’atto è stato adottato da un dirigente munito del potere ordinario di disporre lo sgombero.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Massime di principio
- Lo sgombero di un alloggio di edilizia residenziale pubblica appartenente al patrimonio indisponibile dell’amministrazione, disposto per occupazione senza titolo nell’esercizio di poteri ordinari di autotutela esecutiva, rientra nella competenza del dirigente del servizio comunale competente e non costituisce ordinanza contingibile e urgente del Sindaco.
- La mera convivenza con il precedente assegnatario, il rapporto di parentela, la stabile presenza nell’alloggio, il pagamento dei canoni e il bisogno abitativo non costituiscono di per sé titolo legittimante il possesso di un alloggio ERP, che richiede una posizione utile in graduatoria oppure la conclusione favorevole di un procedimento di voltura o sanatoria previsto dalla legge.
- Le censure fondate sulla mancata valutazione dei requisiti per la regolarizzazione di un’occupazione ERP non possono essere rivolte contro il provvedimento di sgombero quando l’amministrazione competente non abbia ancora adottato alcun provvedimento espresso sulla domanda di regolarizzazione; in tal caso, la tutela deve essere attivata contro il silenzio dell’amministrazione, mentre l’azione di mero accertamento ha natura residuale.
- Il provvedimento di sgombero è adeguatamente motivato quando indica quale presupposto l’occupazione abusiva dell’alloggio in assenza di un titolo concessorio, senza che il bisogno abitativo dell’occupante renda sproporzionata la misura.
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