Sentenza del 28/03/2018 n. 1353 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Dichiarazione Iva contenente errori - Contestazione - Successiva dichiarazione integrativa - Inammissibilità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa dichiarazione integrativa è stata ritenuta inammissibile perché presentata dopo che l'Amministrazione aveva già contestato la violazione. Tuttavia, il contribuente conserva il diritto di far valere in sede contenziosa gli errori commessi nella dichiarazione originaria e di provarne concretamente l'esistenza, indipendentemente dalla presentazione tempestiva o meno della dichiarazione integrativa.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente contestava gli effetti della dichiarazione IVA originaria, sostenendo che gli errori di fatto o di diritto commessi nella sua redazione avessero inciso sull'obbligazione tributaria e potessero essere corretti mediante una dichiarazione integrativa presentata successivamente alla contestazione dell'Amministrazione.
Massime di principio
- Una dichiarazione integrativa non può essere utilizzata per correggere una dichiarazione IVA dopo che l'Amministrazione finanziaria ha già formalmente contestato la violazione.
- L'inammissibilità della dichiarazione integrativa non impedisce al contribuente di difendersi nel giudizio tributario dimostrando che la dichiarazione originaria conteneva errori di fatto o di diritto.
- La correzione dichiarativa e la prova dell'errore in sede contenziosa sono strumenti distinti: la prima può essere preclusa dalla contestazione, mentre la seconda resta possibile nel rispetto delle regole processuali.
- Il contribuente deve documentare in modo puntuale l'errore e il suo impatto sull'obbligazione tributaria; la mera presentazione di una dichiarazione integrativa successiva alla contestazione non è sufficiente.
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