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Regolamento

Regolamento (UE) 2022/1955

Regolamento di esecuzione (UE) 2022/1955 del Consiglio del 17 ottobre 2022 che attua il regolamento (UE) n. 359/2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran

Normativa europea32022R1955

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento di esecuzione (UE) 2022/1955 aggiorna il regime sanzionatorio dell'Unione relativo all'Iran, modificando l'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011. La misura è adottata alla luce della repressione delle proteste successive alla morte di Mahsa Amini, del ricorso eccessivo alla forza da parte delle forze di sicurezza iraniane e delle restrizioni all'accesso a internet. Vengono aggiunte all'elenco sanzionatorio undici persone e quattro entità ritenute responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.

Modifica l'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 aggiungendo undici persone e quattro entità all'elenco delle misure restrittive relative all'Iran.

Ambito di applicazione

Si applica nell'ambito delle misure restrittive dell'Unione nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran. Colpisce i soggetti inseriti nell'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011, ossia persone fisiche e giuridiche, entità e organismi responsabili o coinvolti in gravi violazioni dei diritti umani in Iran; l'effetto è immediato a decorrere dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale ed è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Il regolamento non introduce un regime generale nuovo, ma aggiorna l'elenco sanzionatorio esistente.

Modifica dell'elenco sanzionatorio UE relativo all'Iran

Il regolamento di esecuzione (UE) 2022/1955 interviene sul regime di misure restrittive dell'Unione nei confronti dell'Iran, già disciplinato dal regolamento (UE) n. 359/2011. Il provvedimento si colloca nel contesto della repressione delle proteste seguite alla morte di Mahsa Amini e della più ampia situazione dei diritti umani in Iran, richiamando la dichiarazione dell'alto rappresentante del 25 settembre 2022.

Contesto e finalità

Nei considerando il Consiglio richiama il diffuso e sproporzionato ricorso alla forza da parte delle forze di sicurezza iraniane contro manifestanti non violenti, nonché la drastica limitazione dell'accesso a internet e il blocco delle piattaforme di messaggistica istantanea, qualificati come violazione palese della libertà di espressione. In tale quadro, l'Unione decide di aggiornare l'elenco dei soggetti sottoposti a misure restrittive per includervi persone ed entità ritenute responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.

Ambito della modifica normativa

Il regolamento non istituisce un nuovo autonomo regime sanzionatorio, ma modifica l'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011. L'effetto pratico è l'inserimento nell'elenco di 11 persone e 4 entità, con conseguente applicazione delle misure restrittive previste dal regime originario a loro carico.

Persone inserite nell'elenco

Le persone aggiunte all'allegato I sono individuate con dati identificativi e motivazioni specifiche. In sintesi:

  • Mohammad Rostami Cheshmeh Gachi, capo della polizia morale iraniana, ritenuto responsabile delle azioni dell'unità e di gravi violazioni dei diritti umani;
  • Hossein Rahimi, capo delle LEF a Teheran, responsabile della dura repressione delle proteste del settembre 2022;
  • Abbas Abdi, capo delle LEF a Divandarreh, responsabile dell'uso eccessivo della violenza nella repressione delle proteste;
  • Haj Ahmad Mirzaei, capo della polizia morale a Teheran, responsabile delle azioni dell'unità, anche nel contesto del caso Mahsa Amini;
  • Issa Zarepour, ministro delle Tecnologie dell'informazione e della comunicazione, ritenuto decisivo nell'imposizione delle restrizioni all'accesso a internet durante le proteste;
  • Mohammad-Hossein Sepehr, comandante della base centrale di addestramento dello stato maggiore delle forze armate, collegato alla formazione anti-proteste e alla linea repressiva;
  • Sayd Ali Safari, capo delle LEF a Saqqez, responsabile della repressione violenta delle proteste;
  • Seyed Alireza Adyani, capo dell'ufficio ideologico-politico delle LEF, responsabile della definizione e attuazione delle regole di ingaggio e del sostegno a una linea dura;
  • Ali Azadi, capo delle LEF in Kurdistan, responsabile di azioni armate contro i manifestanti;
  • Mohammed Zaman Shalikar, capo delle LEF a Babol, responsabile di spari contro i manifestanti;
  • Salman Heidari, capo delle LEF a Bukan, responsabile di repressione violenta con morte di almeno un minore.

Entità inserite nell'elenco

L'allegato include quattro entità:

  • la polizia morale iraniana, unità speciale incaricata dell'applicazione delle norme sull'abbigliamento femminile e coinvolta in uso illecito della forza, violenze sessuali e di genere, arresti arbitrari e tortura;
  • la Forza di resistenza Basij, organizzazione paramilitare volontaria subordinata all'IRGC, coinvolta nella repressione delle proteste e nelle uccisioni e ferimenti di manifestanti;
  • il Comando per la ciberdifesa del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (CDC), descritto come organo di controllo delle attività online e attivo nell'individuazione e nell'arresto dei manifestanti;
  • le forze dell'ordine della Repubblica islamica dell'Iran (LEF), forza di polizia in divisa responsabile di sparatorie indiscriminate, uccisioni, gravi ferimenti e detenzioni arbitrarie di difensori dei diritti umani e giornalisti.

Entrata in vigore ed effetti

L'articolo 2 prevede l'entrata in vigore del regolamento il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il testo ribadisce la piena obbligatorietà e la diretta applicabilità in ciascuno degli Stati membri, senza necessità di recepimento nazionale.

Disposizioni principali

Aggiornamento dell'elenco sanzionatorio

L'articolo 1 dispone la modifica dell'allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 secondo quanto indicato nell'allegato del regolamento di esecuzione. L'intervento consiste nell'inserimento nell'elenco di undici persone e quattro entità soggette a misure restrittive.

Motivazione dell'inserimento in elenco

I considerando richiamano la dichiarazione dell'alto rappresentante del 25 settembre 2022, che deplora il ricorso sproporzionato alla forza contro manifestanti non violenti, chiede indagini trasparenti e credibili e segnala la violazione della libertà di espressione tramite il blocco di internet. In questo contesto, i soggetti elencati sono considerati responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran.

Soggetti aggiunti all'allegato I

Sono inserite 11 persone: Mohammad Rostami Cheshmeh Gachi, Hossein Rahimi, Abbas Abdi, Haj Ahmad Mirzaei, Issa Zarepour, Mohammad-Hossein Sepehr, Sayd Ali Safari, Seyed Alireza Adyani, Ali Azadi, Mohammed Zaman Shalikar e Salman Heidari. Sono inserite 4 entità: la polizia morale iraniana, la Forza di resistenza Basij, il Comando per la ciberdifesa del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche (CDC) e le forze dell'ordine della Repubblica islamica dell'Iran (LEF).

Entrata in vigore e applicazione diretta

L'articolo 2 stabilisce che il regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. È inoltre espressamente indicato che il regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Come è indicizzato

Materiesanzioni internazionalidiritti umanipolitica estera e di sicurezza comuneiran

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