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Sentenza

Sentenza n. 17/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore– sezione Lavoro n. 910/2024 del 05/06/2024.

Giustizia amministrativa202500328

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore, sezione Lavoro, n. 910/2024, recante la condanna al pagamento di differenze retributive

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Nocera Inferiore n. 910/2024, che aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 7.675,90 in favore del primo ricorrente e di euro 10.184,50 in favore della seconda ricorrente, oltre accessori di legge. La sentenza era stata notificata all'Amministrazione il 12 giugno 2024; successivamente, il 15 ottobre 2024, erano stati notificati distinti atti di precetto all'Avvocatura dello Stato, all'Ufficio Scolastico territoriale e all'istituto scolastico di servizio. I ricorrenti hanno dedotto il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione degli atti di precetto, il passaggio in giudicato della sentenza il 13 luglio 2024 e la persistente inerzia dell'Amministrazione, chiedendo l'esecuzione del giudicato e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha depositato la documentazione relativa alla ricostruzione della carriera e al calcolo delle somme spettanti; è poi emerso che la Ragioneria territoriale dello Stato aveva corrisposto ai ricorrenti le differenze stipendiali risultanti dai decreti adottati.

La decisione

Il TAR ha rilevato che le statuizioni della sentenza del giudice ordinario relative alla ricostruzione della carriera e al pagamento delle differenze retributive erano state integralmente eseguite mediante l'effettivo pagamento delle somme dovute. In assenza di contestazioni contrarie, il giudice ha ritenuto compiutamente integrato il dispositivo del giudicato e pienamente soddisfatto l'interesse azionato. Applicando l'art. 34, comma 5, c.p.a., ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, qualificando tale pronuncia come sentenza di merito. Non è stata disposta la nomina del commissario ad acta. Le spese di lite sono state integralmente compensate in ragione dell'andamento del giudizio e della condotta processuale delle parti.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    qualora nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta, il giudice dichiara cessata la materia del contendere

    La piena soddisfazione della pretesa azionata nel corso del giudizio determina la cessazione della materia del contendere; la relativa pronuncia ha natura di sentenza di merito.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione del giudicato, mediante l'adozione degli atti dovuti e il pagamento delle somme riconosciute, determina il pieno soddisfacimento della pretesa e impone la dichiarazione di cessata materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La dichiarazione di cessata materia del contendere presuppone che l'attività dell'amministrazione abbia integralmente realizzato il contenuto dispositivo del giudicato e non lasci residuare contestazioni sulla soddisfazione della pretesa.
  • Quando l'amministrazione esegue integralmente il giudicato nel corso del processo di ottemperanza, non ricorrono i presupposti per la nomina di un commissario ad acta.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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