Sentenza del 30/04/2020 n. 8406 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Contestazione di irrogazione di sanzione ai sensi del TULD (D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, art. 303, comma 3) a seguito della rettifica della classificazione doganale di pupazzetti di plastica importati dalla Cina. L'Ufficio aveva riclassificato i giocattoli, dichiarati dalla società come "animaletti raffiguranti soggetti non umani", come soggetti umanoidi soggetti a tariffa/dazio maggiore; la controversia verteva sia sulla corretta qualificazione merceologica (natura animale vs. umanoide) sia sull'applicabilità dell'esimente prevista dal TULD, art. 303, comma 2, lett. a) (esenzione dalla sanzione se l'errore attiene alla sola indicazione della voce tariffaria e la descrizione commerciale è corretta). L'Agenzia ha impugnato la decisione della CTR che aveva ritenuto prevalente l'elemento animalesco e aveva applicato l'esimente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia. Ha ritenuto inammissibili i motivi che in sostanza chiedevano la revisione del valutazione di fatto operata dal giudice di merito circa la qualificazione dei pupazzetti (fatto che la CTR aveva giudicato prevalentemente animalesco). La Corte ha osservato che la CTR aveva consapevolmente assorbito l'eccezione pregiudiziale ritenendo applicabile l'esimente del TULD art. 303, comma 2, lett. a), e che l'Agenzia non aveva adeguatamente censurato tale scelta nel merito. Inoltre la Cassazione ha richiamato il principio per cui essa non può riesaminare i fatti e le valutazioni probatorie proprie del giudice di merito; in più è stata richiamata la limitazione alla revisione di fatto per effetto della disciplina della doppia conforme. Pertanto il ricorso è stato respinto e l'Agenzia condannata alle spese processuali (liquidate in Euro 1.780,00 oltre oneri).
Norme richiamate
D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43 (TULD) art. 303, comma 3
Norma che prevede la sanzione per errori nella dichiarazione doganale; applicata come base dell'atto sanzionatorio impugnato.
D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43 (TULD) art. 303, comma 2, lett. a)
Esimente dalla sanzione quando l'errore concerne la sola indicazione della voce tariffaria e la descrizione commerciale e le altre informazioni sono corrette; la CTR l'ha ritenuta applicabile perché l'importatrice aveva indicato correttamente la denominazione commerciale e non aveva posto ulteriori questioni.
Regolamento (CEE) 23 luglio 1987, n. 2658 (Nomenclatura Combinata)
Riferimento per la corretta classificazione tariffaria (sottovoci 9503 00 49 e 9503 00 99); la controversia sull'esatta sottovoce è stata trattata come questione di fatto/qualsificazione e non come questione di diritto riapribile in Cassazione.
Codice di Procedura Civile art. 112
Citato dall'Agenzia in relazione alla presunta nullità per mancata pronuncia su eccezione; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia consapevolmente assorbito l'eccezione nel merito.
Codice di Procedura Civile art. 276
Richiamato in riferimento alla necessità di pronuncia sulle eccezioni preliminari; la Corte ha ritenuto comunque assorbita la questione dalla decisione di merito.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 1, comma 2 e art. 19
Norme sul procedimento tributario e sulle impugnazioni richiamate dall'Agenzia per sostenere nullità per omissione di pronuncia; la Cassazione ha ritenuto la doglianza non fondata nel senso di essere meramente una richiesta di riedizione del giudizio di merito.
Codice di Procedura Civile art. 360, comma 1, n. 5
Richiamato come possibile rimedio per vizio di motivazione; la Corte ha osservato che la censura solleva in realtà una revisione del fatto e della valutazione probatoria, non la sindacabilità in Cassazione.
Codice di Procedura Civile art. 348-ter
Richiamato per i limiti alla revisione delle decisioni di merito (doppia conforme); applicabile al caso e ostativa alla rinnovazione del sindacato di fatto in Cassazione.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina le valutazioni di fatto e le valutazioni probatorie svolte dal giudice di merito: i motivi che chiedono una diversa qualificazione delle merci sulla base della stessa prova sono, di regola, inammissibili.
- L'esimente dal pagamento della sanzione prevista dall'art. 303, comma 2, lett. a) TULD può operare se l'errore riguarda la sola voce tariffaria e la descrizione commerciale era corretta e veritiera; la mancata impugnazione di una rettifica tariffaria non esclude automaticamente l'applicabilità dell'esimente, ma chi contesta la sua applicabilità deve proporre ragioni di diritto e di fatto specifiche.
- Le contestazioni che si risolvono in una diversa valutazione del materiale probatorio devono essere dedotte e trattate nei gradi di merito; in Cassazione vanno illustrate censure di diritto o vizi di motivazione tali da rientrare nelle specifiche ipotesi di ammissibilità (es. art. 360 c.p.c.).
- Se l'Amministrazione sostiene omissione di pronuncia su eccezioni preliminari, deve dimostrare che tale omissione ha inciso sul dispositivo e che la decisione non è stata assorbita dalla valutazione di merito; altrimenti la Corte può ritenere la questione assorbita.
- In controversie di classificazione doganale è essenziale delimitare chiaramente se la controversia riguarda un'obiettiva descrizione materiale della merce (fatto) o una questione di diritto/interpretazione normativa (esatta sussunzione nella voce): solo quest'ultima può essere efficacemente dedotta in sede di legittimità.
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