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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46305/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza con prescrizione di non allontanarsi dal domicilio in orario notturno, applicata poiché Ganassi è indagato per rapina aggravata in concorso e tratto in arresto in flagranza. Il ricorrente deduceva violazione degli artt. 272 e 274 c.p.p. e vizio di motivazione, sostenendo che non sussistessero esigenze cautelari concrete essendo incensurato, stabilmente radicato e occupato, e che una misura meno gravosa sarebbe stata sufficiente; lamentava inoltre che i coindagati fossero a piede libero

La decisione

Il Tribunale ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la decisione impugnata avesse adeguatamente motivato la sussistenza di esigenze cautelari, valorizzando le specifiche modalità della condotta (perdita di controllo durante la commissione del reato) e la mancata piena consapevolezza critica del ricorrente sulla gravità del suo comportamento. Il Tribunale ha altresì considerato la giovane età e lo status di incensurato del soggetto e ha applicato una misura cautelare tenue (obbligo di dimora con limitazione notturna) finalizzata a limitarne le frequentazioni nocive. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3000 in favore della cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 272 codice di procedura penale

    Richiamato dal ricorrente per contestare la motivazione e la necessità della misura cautelare; il Tribunale ha ritenuto che l'applicazione della misura fosse adeguatamente motivata sulla base delle modalità del reato e della pericolosità dimostrata, mostrando che l'articolo richiede una valutazione concreta delle esigenze cautelari

  • art. 274 codice di procedura penale

    Richiamato dal ricorrente in ordine al riesame; dal provvedimento emerge che il Tribunale ha esercitato il sindacato di riesame verificando la sussistenza delle esigenze cautelari e la congruità della misura, ritenendo il ricorso manifestamente infondato

Massime di principio

  • La sussistenza delle esigenze cautelari va motivata con riferimento a elementi concreti (modalità della condotta, perdita di controllo, pericolosità sociale) e non con valutazioni meramente astratte
  • L'età giovane e lo status di incensurato sono elementi attenuanti da considerare ma non escludono automaticamente l'applicazione di misure cautelari se emergono comportamenti che indicano pericolosità
  • Il giudice può optare per misure cautelari meno afflittive (es. obbligo di dimora con limitazioni temporali) se adeguate a contemperare la libertà personale e le esigenze di tutela, purché la scelta sia specificamente motivata
  • La mancanza di una dettagliata motivazione sulle esigenze cautelari è un vizio che il ricorrente può censurare, ma il riesame del tribunale richiede l'apprezzamento complessivo degli elementi e può dichiarare inammissibile il ricorso se la motivazione è ritenuta sufficiente
  • La presenza di coindagati a piede libero non esclude automaticamente la misura cautelare nei confronti di un indagato; il giudice valuta la situazione personale e comportamentale di ciascuno
  • In sede di impugnazione/riesame è essenziale indicare profili concreti che dimostrino l'illogicità o l'insufficienza della motivazione per ottenere accoglimento del ricorso

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