Cassazione Penale, Sentenza n. 47424/2023 del 27/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha dichiarato inammissibile la richiesta di riesame avverso la convalida e il sequestro preventivo di €85.000 rinvenuti nell'abitazione dove ha residenza anagrafica l'indagato Shouen Chen. Il ricorrente, terzo non indagato e parente (marito della figlia dell'indagato), ha sostenuto di essere proprietario della somma, affermando che circa €56.000 erano donazioni ricevute in occasione della festa per i 100 giorni dalla nascita della figlia e che il denaro era di fatto bene comune del nucleo familiare.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il terzo che impugna un provvedimento di sequestro deve dimostrare con elementi specifici il diritto alla restituzione e l'interesse concreto e attuale al dissequestro. Il ricorrente non ha fornito prove idonee (mancanza del registro dei donatori o altri elementi probatori per le donazioni, incongruità della provenienza del resto della somma rispetto ai redditi dichiarati), per cui il Tribunale del Riesame ha correttamente dichiarato inammissibile la richiesta. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 322, art. 322-bis e art. 324 cod. proc. pen.
Definiscono i soggetti legittimati ad impugnare i provvedimenti in materia di sequestro (imputato, persona alla quale le cose sono state sequestrate, chi avrebbe diritto alla restituzione). Tuttavia la legittimazione è subordinata all'esistenza di un interesse concreto e attuale corrispondente al diritto alla restituzione della cosa.
art. 325 cod. proc. pen.
Stabilisce i ristretti limiti per proporre ricorso per cassazione contro le ordinanze emesse ai sensi degli artt. 322-bis e 324 (chi può proporre ricorso e in quali termini: per violazione di legge).
art. 240-bis cod. pen.
Prevede la confisca per equivalente o finalità di confisca successive; nel procedimento il P.M. ha chiesto il sequestro preventivo anche in vista di una futura confisca ex art. 240-bis.
art. 110 e art. 603-bis cod. pen.
Norme penali che individuano i reati contestati agli indagati in cui si inserisce il contesto del sequestro: l'esistenza di indagini e di un indagato con residenza nell'immobile ha inciso sulla valutazione della disponibilità degli oggetti sequestrati.
art. 606 co.1 lett. e) cod. proc. pen.
Disciplina il motivo di ricorso per 'mancanza o manifesta illogicità della motivazione'. La Corte precisa che la nozione di 'violazione di legge' ai fini dell'art. 325 non comprende automaticamente tutte le critiche alla motivazione, le quali hanno una disciplina distinta.
Massime di principio
- Il terzo non indagato che chiede il riesame per il dissequestro deve allegare e documentare, con elementi specifici, il proprio diritto alla restituzione: allegazioni generiche sono insufficienti.
- La legittimazione formale ad impugnare è condizionata a un interesse concreto e attuale: il risultato pratico richiesto è la restituzione della cosa; bisogna dimostrare il nesso tra bene sequestrato e diritto soggettivo vantato.
- Quando si invoca che somme in contanti siano donazioni (tradizioni familiari o festive), è opportuno produrre documentazione idonea (registri dei donatori, elenchi, testimonianze dettagliate, tracce bancarie o altra prova concreta) per rendere credibile la pretesa.
- Se la provenienza della somma è sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati, il giudice può richiedere elementi probatori più robusti e può ritenere non dimostrata la proprietà se la prova è insufficiente o contraddittoria.
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame è ammesso solo per violazione di legge nei limiti dell'art. 325 c.p.p.: questioni di merito o contestazioni della motivazione manifestamente illogica seguono canali e limiti diversi.
- In procedimenti di sequestro preventivo in presenza di più occupanti dell'immobile, ogni richiedente deve specificare quale porzione del bene contesta e fornire prove in ordine alla titolarità o alla destinazione comune (es. regime patrimoniale familiare, prove di comunione di beni).
- In casi analoghi è utile anticipare e documentare ogni elemento che possa spiegare la presenza della somma in loco (movimenti bancari, ricevute, scritture familiari, dichiarazioni dei donanti) per evitare il rigetto per insufficienza probatoria.
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