Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 1844/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600127

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Silenzio del Comune sull’istanza-diffida del 24 settembre 2025, volta a ottenere la definizione dell’occupazione sine titulo mediante acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 oppure restituzione dei terreni

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti, comproprietari per successione ereditaria e divisione di appezzamenti in località Lauropoli, deducevano che i terreni erano stati trasformati in una strada a uso pubblico senza conclusione di una procedura espropriativa, comunicazione di avvio o autorizzazione dei proprietari. Il Comune aveva bitumato parte del tracciato, realizzato l’illuminazione pubblica e frazionato catastalmente le particelle originarie. Con l’istanza-diffida del 24 settembre 2025 i proprietari avevano chiesto, in alternativa, l’avvio e la conclusione del procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con corresponsione del valore venale e degli indennizzi previsti, oppure la restituzione dei terreni, previa rimessione in pristino, e il risarcimento dei danni. Hanno impugnato il silenzio deducendo l’obbligo del Comune di adottare un provvedimento espresso, anche in applicazione dei principi di legalità, correttezza e buona amministrazione.

La decisione

Il ricorso è accolto. Il TAR rileva che l’area è stata acquisita e destinata all’uso pubblico, ma che permane un’occupazione sine titulo, non essendo stato adottato un provvedimento formale che definisca la procedura espropriativa né corrisposte le indennità o restituita l’eventuale parte residua. Sussiste quindi l’obbligo del Comune di esaminare l’istanza e pronunciarsi con un atto espresso. Il giudizio sul silenzio non riguarda la titolarità dell’area né consente al giudice di scegliere tra acquisizione e restituzione: tale scelta resta nella discrezionalità dell’amministrazione. Il Comune è tenuto a provvedere entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza; in caso di ulteriore inerzia, i ricorrenti potranno chiedere la nomina di un commissario ad acta, che provveda entro ulteriori 60 giorni. Il Comune è condannato alle spese, liquidate in euro 2.000, oltre rimborso del contributo unificato e spese generali del 15%.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    ai sensi dell’art. 117, comma 2, c.p.a., in materia di “silenzio”, il giudice decide con sentenza in forma “semplificata”;

    Il ricorso avverso il silenzio è deciso con sentenza in forma semplificata.

  • art. 2 l. 241/1990

    per costante giurisprudenza, l’obbligo giuridico di provvedere, di cui all’art. 2 della legge n. 241/1990, sussiste in tutte quelle fattispecie particolari nelle quali ragioni di giustizia e di equità impongano l’adozione di un provvedimento e, quindi, tutte quelle volte in cui, in relazione al dovere di correttezza e di buona amministrazione della parte pubblica, sorga per il privato una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni dell’amministrazione, qualunque esse siano

    L’obbligo di provvedere sussiste anche quando ragioni di giustizia ed equità e i doveri di correttezza e buona amministrazione generano nel privato una legittima aspettativa di conoscere le determinazioni dell’amministrazione.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    sebbene l’art. 42-bis del DPR n. 327/2001 non contempli espressamente un avvio del procedimento ad istanza di parte, la giurisprudenza è concorde nel ritenere che il privato possa sollecitare l’amministrazione ad avviare il relativo procedimento e che quest’ultima abbia l’obbligo di provvedere al riguardo, essendo l’eventuale inerzia configurabile quale silenzio-inadempimento impugnabile dinanzi al giudice amministrativo

    Il privato può sollecitare l’avvio del procedimento di acquisizione sanante e l’amministrazione deve provvedere sulla sollecitazione; l’inerzia è impugnabile con l’azione avverso il silenzio.

  • art. 117 c.p.a.

    il Comune suddetto, pur ritualmente intimato, non si costituiva in giudio e, alla camera di consiglio del 16 settembre 2026, la causa era trattenuta in decisione;

    La decisione accoglie l’azione avverso il silenzio e ordina all’amministrazione di concludere il procedimento; il testo non riporta un ulteriore passaggio interpretativo dell’art. 117 in relazione alla misura ordinata.

Massime di principio

  • In caso di occupazione di un immobile da parte dell’amministrazione senza un valido titolo espropriativo, il proprietario può sollecitare l’amministrazione a definire la situazione mediante il procedimento previsto dall’art. 42-bis d.P.R. 327/2001; l’amministrazione ha l’obbligo di pronunciarsi e la sua inerzia è impugnabile con l’azione avverso il silenzio.
  • L’obbligo di provvedere sull’istanza volta a definire un’occupazione sine titulo impone all’amministrazione di adottare un provvedimento espresso, ma non predetermina il contenuto della decisione: la scelta tra acquisizione e restituzione resta riservata all’amministrazione e non può essere sostituita dal giudice in sede di giurisdizione di legittimità.
  • Nel giudizio avverso il silenzio relativo a un’istanza di acquisizione sanante o restituzione, il thema decidendum riguarda l’esistenza e l’adempimento dell’obbligo di provvedere, non la titolarità del bene né la fondatezza sostanziale della soluzione richiesta dal privato.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteTermini del procedimento e silenzioDecisione e riti speciali
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.